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MONDO - Uranio e combustibile
10-03-2011
Nel 2030 la Cina sarà il primo consumatore di uranio

Nel 2030 la Cina sarà al primo posto nel mondo per il consumo di uranio, scavalcando Stati Uniti, Francia e Giappone. Lo ha dichiarato Qian Zhimin, vicedirettore della National Energy Administration cinese, al quotidiano in lingua inglese China Daily.
Le importazioni cinesi avranno infatti un'impennata fra il 2020 e il 2030. «È solo questione di tempo. Il sorpasso avverrà a un certo momento prima del 2030», ha commentato Qian. Secondo Li Ning, decano del Dipartimento di ricerca energetica dell'Università di Xiamen, la data potrebbe essere anche il 2025.
La Cina ha oggi 13 reattori nucleari in funzione, per una potenza totale di 10.234 MW, e almeno 25 in costruzione. I grandiosi progetti cinesi prevedono che la potenza nucleare totale salirà a 80.000 MW nel 2020, a 200.000 MW nel 2030 e a 400.000 MW nel 2050.
Il fabbisogno di uranio, pari a 3600 tonnellate nel 2010, salirà a 10.000 tonnellate nel 2020. I giacimenti cinesi, allo stato attuale delle conoscenze, hanno una riserva totale di 100.000 tonnellate, che potrebbero esaurirsi entro il 2020. Per questo le società minerarie cinesi stanno acquistando miniere in tutto il mondo, specialmente in Asia e in Africa. Nel 2010 la Cina ha importato 17.136 tonnellate di uranio, il triplo rispetto al 2009.
Qian ha però smentito i timori secondo cui la grande crescita delle importazioni cinesi causerà un aumento globale del prezzo dell'uranio: «La maggior parte delle transazioni di uranio al mondo sono effettuate tramite contratti a termine, e non con transazioni spot. E la Cina ha sempre avuto una pianificazione a lungo termine per il suo fabbisogno e le sue importazioni di uranio. Perciò l'aumento della domanda in Cina non avrà un impatto significativo sul mercato globale».
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



