Subscribe RSS feed diminuisci grandezza del testo aumenta grandezza del testo




NuclearNews
NEWS
Esperto Risponde

Categorie




Interventi Recenti




Ultimi Documenti inseriti



- Centrali nucleari in servizio e in costruzione (aprile 2014)

- Le emissioni delle fonti di energia

- L'energia nucleare in Europa, 2010-2050

- Le previsioni per il sistema energetico europeo fino al 2050

- Le centrali non aumentano i rischi di leucemia: studio canadese

- Fukushima: quali danni alla salute della popolazione?

- Gestione delle scorie: il nuovo programma degli Stati Uniti

- Le previsioni al 2050 dell'Iaea

- World Energy Outlook 2012 (IEA)

- Il Rapporto 2011 dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea)

- Le previsioni della Exxonmobil per il sistema energetico fino al 2040

- Le previsioni della BP per il sistema energetico fino al 2030

- L'energia nucleare dopo Fukushima: documento del World Energy Council

- Centrali nucleari e leucemie: nessun legame



Video del mese


Argonne explains nuclear recycling in 4 minutes di Argonne National laboratory (USA)




EnerBlog

News



ITALIA - Scorie



11-03-2011

Le soluzioni sicure per le scorie esistono. Anche per l’Italia



Le soluzioni sicure per le scorie esistono. Anche per l’Italia

L'Italia ha bisogno di una soluzione sicura per la gestione delle scorie radioattive: dovrà scegliere fra le varie alternative elaborate a livello internazionale. Una panoramica della situazione è stata fatta il 10 marzo a Roma, con il convegno "La gestione dei rifiuti radioattivi", organizzato a Palazzo Rospigliosi (nella foto) dal Forum nucleare italiano in collaborazione con l'Associazione italiana nucleare.

«Quella dei rifiuti radioattivi è una questione pienamente risolvibile, tanto che la maggior parte dei Paesi Ocse ha già individuato soluzioni sicure per lo smaltimento e lo stoccaggio di questo tipo di residui», ha affermato Claudio Pescatore, responsabile per la gestione dei rifiuti radioattivi dell'Agenzia dell'energia nucleare dell'OCSE.

Pescatore ha poi spiegato che la scelta finale dipende dal tipo di scorie: «Si va dai depositi di superficie per i residui che esauriscono la propria attività in pochi anni, allo stoccaggio a lungo termine in depositi geologici sicuri per quelli che invece impiegano un periodo di tempo maggiore».

Per quanto riguarda la sicurezza, Pescatore ha aggiunto che «da quando si utilizza l'atomo per la produzione di energia elettrica, nel mondo non si è mai verificato un incidente dovuto alla gestione dei residui nucleari che abbia messo in pericolo l'ambiente o le persone». Secondo Pescatore «la sicurezza è assicurata dal fatto che sull'intero processo di trattamento e stoccaggio viene esercitato un controllo costante da parte degli organismi nazionali e internazionali creati ad hoc».

Nel caso italiano l'ente nazionale incaricato della gestione delle scorie è la Sogin. L'amministratore delegato Giuseppe Nucci, intervenendo al convegno, ha dichiarato che «oggi i rifiuti della passata stagione nucleare sono mantenuti nella massima sicurezza da Sogin in depositi provvisori». La soluzione definitiva però è un deposito nazionale, che «consentirà di gestire in sicurezza anche tutti i rifiuti radioattivi che provengono da altre attività industriali, di ricerca e medico-sanitarie».

Le scorie radioattive infatti non sono prodotte solo dalle centrali adibite alla generazione di elettricità, ma anche dalle attività mediche utilizzate per la diagnostica e la radioterapia. Perciò, come ha Giorgio Trenta, presidente dell'Associazione italiana di radioprotezione medica, la necessità di trovare una soluzione è indipendente dalla scelta di costruire nuove centrali nucleari.

«L'Italia ha bisogno di dotarsi di una infrastruttura all'avanguardia, che sia, grazie al parco tecnologico previsto, anche un centro di ricerca internazionale su queste tematiche», ha concluso Nucci.



Back to top Torna su

Commenti (4). Pagina 1 di 1


La redazione

5:41pm - Thursday, 24 March 2011

@Pasquale Perrotta: NuclearNews è un sito di informazione, e il titolo si riferisce alle affermazioni formulate durante il convegno. Nell'articolo, per esigenze di sintesi, sono state accennate solo le soluzioni dei depositi temporanei di superficie e dello stoccaggio geologico. Per approfondire può consultare il sito del Forum nucleare italiano, che ha organizzato la conferenza, oppure, sul nostro sito, l'intervista a Francesco Troiani nella sezione "Interventi"

Nicola Succu

3:13pm - Thursday, 17 March 2011

Il pezzo è strutturato sulla falsa degli interventi di un altro "esperto", il dott Veronesi. Si continua a dire che è semplice e sicuro, ma non si dice MAI qual è la soluzione.
Purtroppo dobbiamo ricordare che nel 2003 si parlò di un deposito nazionale in Sardegna (i Sardi si opposero), poi in Lucania (i Lucani si opposero) e allora le scorie restarono dov'erano.
Io non so se le scorie hanno MAI ucciso qualcuno, so che gli USA hanno serie difficoltà ad individuare un sito SICURO e che i tedeschi hanno scoperto di aver sepolto le scorie nell'acqua, convinti che l'acqua non sarebbe mai arrivata lì.
Gli italiani si sono scoperti più furbi delle centinaia di scienziati impegnati nella ricerca del deposito SICURO. Auguri.............

Paola Moretti

4:35am - Wednesday, 16 March 2011

Condiderando dove sono state seppellite le scorie derivanti da rifiuti speciali ospedalieri possiamo davvero ritenerci sicuri...

il signor Pescatore ed il signor Nucci vorrebbero gentilmente occuparsi della bonifica sei siti campani prima di riempirli di nuovo di scorie radioattive?

L'enfasi, cari signori, è fuori luogo riguardo la sicurezza in quanto non esiste..

Pasquale

10:56am - Monday, 14 March 2011

Buongiorno

Sono rimasto attratto dal titolo dell'articolo:

"Le soluzioni sicure per le scorie esistono. Anche per l’Italia"

ho letto due volte l'articolo, ma non si capisce quali sono, me le potreste indicare, per cortesia?

Distinti Saluti

Pasquale Perrotta



Lascia un commento:


Non incollare nella finestra del commento testo proveniente da altre applicazioni.
Non inserire codice HTML e/o link (URL). Il commento non può essere più lungo di 2000 caratteri.

Nome: *
E-mail:
(non verrà mostrato sul sito)
*
Commento: *

Inserisci il codice:

security image
 


Back to top Torna su