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14-03-2011

Terremoto in Giappone: la situazione



Terremoto in Giappone: la situazione

A 3 giorni dal devastante terremoto che ha colpito il Giappone l'11 marzo, è possibile fare i primi bilanci, non definitivi, degli incidenti che si sono verificati nelle centrali nucleari.

La centrale più colpita è quella di Fukushima Daiichi (nella foto; conosciuta anche come Fukushima 1), 240 chilometri a nord di Tokyo. Dei 6 reattori della centrale, gli ultimi 3 erano spenti al momento del terremoto, mentre i reattori 1, 2 e 3 erano in attività e si sono spenti automaticamente come previsto dalla procedure di emergenza. Sono i reattori più vecchi del Giappone, e la loro chiusura era prevista nei prossimi mesi.

Nel primo reattore, il circuito di raffreddamento ha continuato a funzionare per un'ora grazie al generatore diesel d'emergenza, che però è stato colpito dallo tsunami di 7 metri: la centrale era attrezzata per resistere a un'onda alta fino a 6,5 metri. A quel punto, per evitare un aumento eccessivo della temperatura e della pressione all'interno del reattore, i tecnici hanno deciso un rilascio controllato dei gas di contenimento. In questo modo però si è verificato un accumulo di idrogeno, che ha causato un'esplosione al di fuori del recipiente di contenimento primario il 12 marzo. Parte della struttura esterna ha subito danni, ma non è rimasta danneggiata la struttura di contenimento del reattore, fondamentale per la sicurezza. Quattro persone sono rimaste ferite. Le autorità hanno definito "basso" il rischio di fughe radioattive, e hanno smentito categoricamente ogni paragone con il disastro di Cernobyl.

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea) ha classificato l'incidente al livello 4 sulla scala Ines (International Nuclear Event Scale), corrispondente a "nessuna contaminazione radioattiva dell'ambiente circostante ma danni a cose e persone a diretto contatto con la camera di sicurezza del reattore". La scala Ines va da 1 (semplice anomalia) a un massimo di 7 (raggiunto solo a Cernobyl). L'incidente di Three Mile Island nel 1979, il peggiore nella storia nucleare americana, non aveva causato vittime ed era stato classificato di grado 5.

Le autorità hanno dichiarato lo stato di "emergenza nucleare" e hanno evacuato per precauzione la popolazione in un raggio di 20 chilometri dalla centrale. In tutto il provvedimento ha coinvolto 185.000 persone. Inoltre, alla popolazione sono state distribuite dosi di iodio, un elemento che contrasta i danni alla tiroide causati dalla radioattività. Le somministrazioni saranno avviate nel caso in cui se ne dovesse manifestare la necessità. Fra le persone evacuate, 100 sono state sottoposte alle analisi della radioattività, e 9 di loro sono risultate esposte ("a dosi molto piccole" per 5 di loro).

Una seconda esplosione è avvenuta la mattina del 14 marzo, stavolta nel terzo reattore, con le stesse modalità del primo reattore. Sei persone sono rimaste ferite. I tecnici sono al lavoro in tutta la centrale, con particolare attenzione al secondo reattore, per evitare che si verifichi un incidente dello stesso tipo. Per questo stanno procedendo a immettere grandi quantità di acqua di mare nel reattore.

È invece ormai sotto controllo la situazione nella vicina centrale di Fukushima Daini (Fukushima 2), dove i 4 reattori si sono tutti spenti automaticamente e non sono state registrate fughe di radioattività. Gli impianti di raffreddamento sono fuori uso ma i meccanismi d'emergenza in questo caso sono in funzione. Per precauzione è stata disposta l'evacuazione della popolazione in un raggio di 10 chilometri, ma dovrebbe essere revocata non appena la situazione tornerà alla normalità.

Nella centrale di Onagawa l'11 marzo era scoppiato un incendio, spento senza ulteriori danni. I tre reattori della centrale si sono spenti automaticamente al momento del terremoto, e nessuno dei tre ha fatto registrare fughe di radioattività. Lo stesso discorso vale per l'unico reattore della centrale di Tokai (120 chilometri a nord di Tokyo).

A causa dello spegnimento delle 4 centrali, e delle difficoltà nelle forniture di corrente in seguito al terremoto, le autorità giapponesi hanno stabilito una serie di blackout programmati, che avranno luogo a rotazione nelle diverse zone del Paese.



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