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MONDO - Sicurezza
15-03-2011
Terremoto in Giappone: gli sviluppi

Nella centrale di Fukushima Daiichi (cioè Fukushima 1), l'unica significativamente danneggiata dal terremoto, nella notte fra il 14 e il 15 marzo è avvenuta un'altra esplosione: è successo nel secondo reattore, così come nei giorni precedenti era avvenuto nel primo e nel terzo.
Anche in questo caso, secondo i tecnici, la causa è l'accumulo di idrogeno, a sua volta dovuto ai tentativi di far fuoriuscire il vapore per ridurre la pressione e la temperatura all'interno.
La situazione dunque è simile nei tre reattori che erano in funzione al momento del terremoto; in tutti e tre i casi le squadre di emergenza continuano a versare grandi quantità di acqua di mare per raffreddare i reattori. L'unica eventuale differenza è la possibilità (non confermata) che nel secondo reattore sia rimasto danneggiato il recipiente di contenimento primario.
Nel frattempo un incendio è scoppiato nel reattore 4, uno di quelli che non erano in funzione al momento del terremoto. L'incendio è stato spento nella mattinata del 15 marzo.
Nella notte, all'ingresso principale della centrale sono stati registrati livelli di radioattività superiori al normale, ma i valori erano scesi 6 ore dopo. Valori più alti sono stai registrati invece all'interno della centrale, in particolare fra il terzo e il quarto reattore. Il primo ministro Naoto Kan ha dichiarato che il picco raggiunto è stato di 400 millisievert all'ora, pari a 160 volte la radioattività naturale che una persona assorbe in un anno. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha confermato il dato, aggiungendo però che è stato misurato in un solo punto e in un solo momento, e che i livelli di radioattività possono cambiare molto anche in luoghi molto vicini tra loro.
Per quanto riguarda la popolazione, sulle 150 persone controllate, 23 sono risultate esposte a radiazioni al di sopra del normale, e sottoposte a misure di decontaminazione. Ancora non è stata decisa la somministrazione di iodio per contrastare gli effetti delle radiazioni sulla salute.
È stata invece confermata l'evacuazione nel raggio di 20 chilometri dalla centrale, e come ulteriore misura cautelare le autorità hanno invitato gli abitanti in un raggio di 30 chilometri a non uscire di casa.
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