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MONDO - Sicurezza
18-03-2011
Incidente di Fukushima: situazione stazionaria

La situazione nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi (Fukushima 1), danneggiata dal terremoto dell'11 marzo, rimane seria, ma stabile. Lo ha annunciato l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea), che sta monitorando lo stato dell'arte in tempo reale.
La preoccupazione principale al momento è lo stato del combustibile usato, in particolare nei reattori 3 e 4: se la temperatura dovesse aumentare troppo o il livello dell'acqua in cui è conservato dovesse scendere sotto il livello a cui ricopre tutto il materiale, si correrebbe il rischio del rilascio di radioattività. Al momento le condizioni sono al di sopra della normalità ma al di sotto della soglia critica.
Per il raffreddamento, nei reattori 1, 2, 3 e 4 sono stati usati cannoni ad acqua, e per il terzo, il 17 marzo, sono stati impiegati anche gli elicotteri-cisterna. Nei reattori 5 e 6 è invece attivo un sistema elettrico per pompare l'acqua, alimentato da un generatore diesel. Proseguono intanto le operazioni per collegare i reattori 1 e 2 alla rete elettrica e permettere quindi anche lì il funzionamento elettrico delle pompe d'acqua.
L'Iaea ha anche diramato i dati sulla contaminazione radioattiva in 47 città giapponesi. I livelli di radiazioni misurati a Tokyo il 18 marzo sono stabili rispetto al giorno precedente, e sono molto al di sotto della soglia considerata pericolosa per la salute.
In alcune località a 30 chilometri di distanza da Fukushima invece i livelli di radioattività sono aumentati: sono stati registrati fra gli 0,08 e gli 0,17 millisievert all'ora in una località, e dagli 0,026 agli 0,095 millisievert all'ora in un'altra. Alla stessa distanza, il livello andava dagli 0,003 agli 0,017 in direzione nord-ovest e fra gli 0,001 e gli 0,005 nelle direzioni rimanenti.
Sono cifre elevate, ma secondo le autorità giapponesi inferiori alla soglia di pericolosità: per la radioattività naturale, una persona in media riceve 2,4 millisievert all'anno; la soglia massima stabilita per i dipendenti di una centrale nucleare è di 20 millisievert all'anno, che può essere portata in caso di emergenza a 100 millisievert all'anno.
(Nessum commento.)



