Subscribe RSS feed diminuisci grandezza del testo aumenta grandezza del testo




NuclearNews
NEWS
Esperto Risponde

Categorie




Interventi Recenti




Ultimi Documenti inseriti



- Centrali nucleari e leucemie: nessun legame

- Roadmap 2010 (IEA e NEA)

- Centrali nucleari in servizio e in costruzione (Dicembre 2010)

- Il nucleare per l’economia, l’ambiente e lo sviluppo

- Centrali nucleari di terza generazione (Enea)

- Il discorso di Sarkozy alla conferenza di Parigi

- Annual Report 2008 ESA

- Nuclear Safety Review for the Year 2008

- Nuclear Energy Today

- Nuclear Energy in Perspective

- Annual Report 2008 NEA



Video del mese






EnerBlog

News



MONDO - Scorie



07-06-2010

Scorie: l’IAEA per la collaborazione internazionale



Scorie: l’IAEA per la collaborazione internazionale

Per risolvere il problema delle scorie radioattive la strada da percorrere è la collaborazione fra i Paesi e i relativi enti. È la posizione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA), che a questo scopo ha organizzato a Vienna, dal 31 maggio al 4 giugno 2010, la "Conferenza internazionale sulla gestione del combustibile usato dai reattori nucleari".

La conferenza è stata rivolta in particolare agli Stati che ancora non hanno un'infrastruttura normativa e tecnica per le scorie: «Questi Paesi chiedono assistenza all'IAEA e noi stiamo cercando di aiutarli nei diversi aspetti della questione», ha dichiarato Irena Mele, capo del settore della tecnologia delle scorie dell'IAEA. In quest'ottica l'IAEA si propone come rete di scambio fra i Paesi per la condivisione delle conoscenze e delle buone pratiche.

Il panorama internazionale è infatti disomogeneo. Il direttore generale dell'IAEA Yukiya Amano ha sottolineato i progressi compiuti negli ultimi anni, sia per quanto riguarda il riprocessamento sia la costruzione di depositi definitivi (in Svezia, Finlandia e Francia). In altri Paesi, e soprattutto negli Stati Uniti, la situazione è invece ancora in fase di definizione.

Citando la creazione della prima banca dell'uranio, che si occupa della prima fase del ciclo del combustibile, Amano ha auspicato quindi analoghi enti internazionali deputati alla fase finale, cioè appunto la gestione delle scorie.

Infine, un aspetto cruciale secondo Amano è la sensibilità verso il problema delle scorie da parte dell'opinione pubblica: «Un modo per attenuare le preoccupazioni potrebbe essere il riciclo non solo dell'uranio e del plutonio, ma anche degli altri prodotti della fissione. I lavori in questa direzione sono iniziati, ma è ancora molta la strada da fare».

Paolo Gangemi



Back to top Torna su


(Nessum commento.)



Lascia un commento:

(max 2000 caratteri)

Nome: *
E-mail:
(non verrà mostrato sul sito)
*
Commento: *

Inserisci il codice:

security image
 


Back to top Torna su