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MONDO - Scorie
07-06-2010
Scorie: l’IAEA per la collaborazione internazionale

Per risolvere il problema delle scorie radioattive la strada da percorrere è la collaborazione fra i Paesi e i relativi enti. È la posizione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA), che a questo scopo ha organizzato a Vienna, dal 31 maggio al 4 giugno 2010, la "Conferenza internazionale sulla gestione del combustibile usato dai reattori nucleari".
La conferenza è stata rivolta in particolare agli Stati che ancora non hanno un'infrastruttura normativa e tecnica per le scorie: «Questi Paesi chiedono assistenza all'IAEA e noi stiamo cercando di aiutarli nei diversi aspetti della questione», ha dichiarato Irena Mele, capo del settore della tecnologia delle scorie dell'IAEA. In quest'ottica l'IAEA si propone come rete di scambio fra i Paesi per la condivisione delle conoscenze e delle buone pratiche.
Il panorama internazionale è infatti disomogeneo. Il direttore generale dell'IAEA Yukiya Amano ha sottolineato i progressi compiuti negli ultimi anni, sia per quanto riguarda il riprocessamento sia la costruzione di depositi definitivi (in Svezia, Finlandia e Francia). In altri Paesi, e soprattutto negli Stati Uniti, la situazione è invece ancora in fase di definizione.
Citando la creazione della prima banca dell'uranio, che si occupa della prima fase del ciclo del combustibile, Amano ha auspicato quindi analoghi enti internazionali deputati alla fase finale, cioè appunto la gestione delle scorie.
Infine, un aspetto cruciale secondo Amano è la sensibilità verso il problema delle scorie da parte dell'opinione pubblica: «Un modo per attenuare le preoccupazioni potrebbe essere il riciclo non solo dell'uranio e del plutonio, ma anche degli altri prodotti della fissione. I lavori in questa direzione sono iniziati, ma è ancora molta la strada da fare».
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



