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ITALIA - Politica
24-03-2011
Moratoria di un anno sul programma nucleare

Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro allo sviluppo economico Paolo Romani (nella foto), ha stabilito una moratoria di 12 mesi sul programma nucleare italiano. La decisione sarà attuata con un decreto legge che congelerà gli effetti del Decreto legislativo 31 del 2010 sulla localizzazione dei siti nucleari.
Lo riferisce un comunicato del Ministero dello sviluppo economico: «Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, ha approvato stamane un decreto legge che dispone la sospensione, per un periodo di 12 mesi, delle procedure riguardanti la localizzazione e la realizzazione di centrali e impianti nucleari sul territorio italiano».
Per Romani «l'Italia si muove in piena sintonia con gli altri Paesi dell'Unione Europea che, dopo il dramma di Fukushima, stanno definendo nuovi e più condivisi criteri di sicurezza riguardanti l'energia nucleare. Questo fronte resta per noi prioritario, e nei prossimi mesi faremo la nostra parte per far sì che l'Europa intera possa adottare standard di sicurezza nucleare concertati e massimamente affidabili».
Perciò Romani ha chiarito che la decisione di proseguire il programma nucleare sarà presa solo se gli stress test decisi dall'Unione Europea daranno risultati positivi.
Secondo il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo «la moratoria è una decisione di buon senso, di cautela, di rispetto per la preoccupazione dei cittadini di fronte a eventi straordinari che hanno suscitato grande inquietudine nell'opinione pubblica. Da qui la scelta di dare al governo e al Paese una pausa di riflessione nel corso della quale sarà possibile avere piena e completa informazione sull'incidente di Fukushima, piena consapevolezza dei livelli di sicurezza negli impianti esistenti e in quelli che vengono realizzati oggi con le tecnologie più moderne. Alla luce di questo quadro di riferimento e superata l'emergenza di queste settimane, sarà possibile, crediamo, assumere in maniera più attenta e serena ogni decisione».
Il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia ha spiegato che la moratoria è «un impegno sostanzialmente politico a non definire provvedimenti sul nucleare nei prossimi dodici mesi, che devono essere concentrati al coordinamento con gli altri paesi sugli standard di sicurezza».
La moratoria non riguarda l'Agenzia per la sicurezza nucleare, il cui iter andrà avanti come previsto. Lo stesso discorso vale per il deposito di scorie, sia per soddisfare un impegno preso a livello europeo, sia perché la necessità di una soluzione per le scorie è indipendente dalla scelta di costruire nuove centrali.
La moratoria non avrà effetti sulla data del referendum, che si terrà il 12 giugno.
(Nessum commento.)



