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MONDO - Politica
24-03-2011
In Svizzera vogliono continuare con il nucleare

Se in Germania il cancelliere Angela Merkel ha rotto gli indugi dichiarando di voler uscire dal nucleare il prima possibile, nella vicina Svizzera non la pensano così. Il cantone Argovia, che ospita 3 dei 5 reattori nucleari svizzeri (Beznau 1 e 2 e Leibstadt), ha deciso che la loro attività continuerà nonostante la grande ondata emotiva dovuta all'incidente di Fukushima.
Il 22 marzo infatti il Gran consiglio cantonale, con 82 voti contro 24, ha respinto una proposta dei socialisti e dei verdi per chiudere le centrali al più presto e smantellarle.
Le posizioni dei due schieramenti, che esprimono i due principali punti di vista sull'energia nucleare, sono state riassunte dalle affermazioni di un deputato verde e di uno dell'Unione democratica di centro (UDC): «È giunto il tempo per una rivoluzione energetica» per il verde, mentre «bisogna assicurare un approvvigionamento con corrente a basso costo» secondo il rappresentante dell'UDC.
Subito dopo l'incidente di Fukushima la Svizzera aveva sospeso le procedure relative alle autorizzazioni per nuovi reattori. La decisione era stata presa da Doris Leuthard, direttrice del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni. «La sicurezza ha la massima priorità», aveva dichiarato Doris Leuthard, chiedendo un controllo sulla sicurezza degli impianti esistenti. Con puntualità svizzera, le verifiche sono già iniziate nella centrale di Mühleberg (cantone di Berna).
(Nessum commento.)



