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MONDO - Uranio e combustibile
30-03-2011
Accordo internazionale sui rifornimenti di combustibile

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA) ha approvato una proposta del governo britannico per assicurare il rifornimento di combustibile a tutti i Paesi che fanno uso dell'energia nucleare. La proposta è stata approvata dal Tavolo dei governatori dell'IAEA con 26 voti a favore, 8 astenuti e un assente.
L'accordo si inserisce nella strategia internazionale contro la proliferazione nucleare: se tutti i Paesi si dotassero di impianti per l'arricchimento dell'uranio sarebbe difficile controllare che non ci sia alcun trafugamento di uranio da parte di soggetti intenzionati a dotarsi di armi atomiche. D'altra parte, i Paesi che hanno già o vogliono costruire centrali nucleari devono poter contare sul rifornimento di combustibile.
In questo senso l'accordo dell'IAEA, sostenuto anche da Stati Uniti e Russia, garantisce la fornitura di combustibile ai Paesi che si impegnano a non arricchire l'uranio in proprio. «Non si mette in discussione in alcun modo il diritto di uno Stato a sviluppare l'energia nucleare per scopi pacifici», ha commentato il rappresentante britannico presso l'IAEA, Simon Smith.
L'accordo istituisce infatti una modalità di accordi bilaterali fra gli esportatori di combustibile (i Paesi, soprattutto industrializzati, già dotati di impianti per l'arricchimento dell'uranio) e gli importatori (tipicamente i Paesi in via di sviluppo che stanno avviando o hanno avviato da poco un programma nucleare): i Paesi esportatori si impegnano di fronte agli importatori e all'IAEA a non interrompere il rifornimento «per ragioni non commerciali». In pratica, l'IAEA si fa garante del fatto che le vendite di uranio non vengano usate come "arma di ricatto politica" da parte dei Paesi industrializzati verso quelli in via di sviluppo. Sono esclusi da questa garanzia i Paesi (come Iran e Siria) su cui l'IAEA sta indagando per verificare le intenzioni di non proliferazione.
Nell'ambito della stessa strategia contro la proliferazione, all'inizio del 2010, la Russia aveva creato una "banca dell'uranio", sotto l'egida dell'IAEA: una riserva di uranio a basso arricchimento, utile per le centrali commerciali ma non per gli scopi bellici, cui possono attingere i Paesi a cui vengano interrotte le forniture di combustibile. Alla fine del 2010, la stessa IAEA aveva istituito una seconda banca, di cui avrà il controllo completo.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



