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31-03-2011

Fukushima rilancia le centrali offshore



Fukushima rilancia le centrali offshore

Fra le tante reazioni che hanno accompagnato l'incidente alla centrale nucleare di Fukushima, sono venute diversi suggerimenti per proseguire l'uso commerciale dell'energia nucleare in modo da evitare i rischi per l'ambiente e la salute. Fra queste proposte, una delle più innovative è costruire centrali nucleari galleggianti.

L'idea è di Panos Prevedouros (nella foto), professore di ingegneria civile all'Università delle Hawaii, che l'ha illustrata con un articolo sul quotidiano Hawaii Reporter: anche in caso di terremoto la centrale galleggiante non subirebbe danni.

A differenza delle centrali galleggianti in corso di sviluppo in Russia, che sono essenzialmente reattori montati su grandi imbarcazioni appositamente attrezzate, la centrale proposta da Prevedouros è una piattaforma offshore, che potrebbe essere ricavata per esempio da una portaerei dismessa e "riciclata" in modo da ospitare un reattore nucleare.

Come le piattaforme offshore di qualunque tipo, la centrale galleggiante sarebbe raggiunta dai tecnici con gli elicotteri, ma gli interventi umani potrebbero essere ridotti al minimo con dispositivi di controllo a distanza.

La piattaforma sarebbe ancorata al fondale e collegata alla terraferma da lunghi cavi, ma avrebbe un motore telecomandato: in questo modo, anche nel caso improbabile di un incidente al reattore, la piattaforma potrebbe essere fatta allontanare dalla costa e quindi dalla popolazione.

Perfino un'eventuale fuoriuscita di materiali radioattivi, come è successo a Fukushima, sarebbe meno pericoloso: con la piattaforma a grande distanza dalla terraferma, la radioattività si diluirebbe in mare prima di arrivare in prossimità delle coste.

Nel suo articolo, Prevedouros si rivolge esplicitamente allo Stato della Georgia (Sud-est degli Stati Uniti), dove sono in costruzione due nuovi reattori: consiglia di costruire una centrale galleggiante nell'Oceano Atlantico, a 15-30 chilometri dalla costa. L'idea sembra però particolarmente adatta ai Paesi, come il Giappone, caratterizzati da lunghe coste e soggetti a un elevato rischio sismico.

Secondo Prevedouros la centrale galleggiante, oltre a garantire una maggiore sicurezza, sarebbe vantaggiosa anche da un punto di vista economico. Ma l'effetto principale sarebbe soprattutto psicologico: una maggiore distanza e un minore rischio per la sicurezza potrebbero favorire l'accettazione da parte del pubblico, un aspetto cruciale nello sviluppo dei programmi nucleari.

Paolo Gangemi



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