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MONDO - Ambiente e salute



01-04-2011

Fukushima: radioattività oltre la zona evacuata, ma non abbastanza per un allarme



Fukushima: radioattività oltre la zona evacuata, ma non abbastanza per un allarme

La radioattività proveniente dalla centrale di Fukushima Daiichi ha superato la zona evacuata dalle autorità giapponesi: nel villaggio di Iitate, 40 chilometri a nord della centrale, è stata registrata una concentrazione di iodio 131 pari al doppio della soglia considerata a livello internazionale sufficiente per l'evacuazione.

Intorno a Fukushima invece è stata evacuata solo la popolazione in un raggio di 20 chilometri, mentre in una fascia compresa fra 20 e 30 chilometri di distanza è stato raccomandato ai residenti di non uscire di casa o dai luoghi chiusi.

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea), che ha condotto le analisi in base ai dati forniti dalle autorità giapponesi, ha trasmesso i risultati al governo, sollecitando un'analisi attenta della situazione.

La Commissione giapponese per la sicurezza nucleare ha però deciso di non adottare ulteriori misure: in Giappone le evacuazioni non si stabiliscono in base ai livelli di radioattività nel terreno, ma all'esposizione della popolazione.

Il portavoce del governo giapponese, Yukio Edano, ha spiegato che il governo è al corrente dei risultati delle analisi dell'Iaea, ma ha aggiunto che la radioattività misurata nella località di  Iitate non avrà un impatto diretto sulla salute: i livelli registrati rappresentano un pericolo per la salute solo in seguito a un'esposizione di lungo periodo. Edano ha concluso assicurando che il governo continuerà a eseguire attente verifiche e prenderà la misure adeguate.

Nell'acqua del mare la radioattività ha toccato un nuovo picco. In una località a 330 metri dalla centrale è stata registrata una concentrazione di iodio 131 pari a 4385 volte la norma: il valore precedente era di 3355 volte. I livelli di cesio 137 invece sono risultati pari a 527 volte la norma. La Nuclear and Industrial Safety Agency (Nisa) ha fatto sapere che la pesca è stata sospesa in un raggio di 20 chilometri dalla centrale, e che la radioattività si sarà diluita sufficientemente in mare prima di arrivare all'uomo attraverso il pesce. La Nisa ha comunque deciso di intensificare i controlli, aggiungendo prelievi di campioni a 15 chilometri dalla centrale in aggiunta a quelli attualmente effettuati dalle autorità a 30 chilometri.

Radioattività leggermente superiore ai limiti di legge è stata misurata anche in un campione di carne bovina proveniente da un villaggio vicino a Fukushima, che è stato ritirato dal mercato. La stessa misura è stata applicata agli spinaci della zona, che hanno fatto registrare una radioattività fino a 4 volte i limiti.

Intanto nella centrale proseguono a rilento i lavori per raffreddare i reattori: la Tokyo Electric Power Company ha fatto sapere che le operazioni senza un'alta priorità saranno rimandate a quando tutti i tecnici saranno dotati dei misuratori di radioattività. Il terremoto infatti ha distrutto quasi tutti i 5000 strumenti presenti nella centrale: ne sono rimasti intatti solo 320. Perciò durante le operazioni condotte nei giorni scorsi, spesso era solo il caposquadra ad averne uno, mentre in base alle norme di sicurezza dovrebbe essere in dotazione a ogni persona. In seguito alla contaminazione di alcuni tecnici, la Nisa ha però chiesto e ottenuto dalla Tepco l'impegno a fornire ogni tecnico di un apparecchio personale.



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