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MONDO - Ambiente e salute
05-04-2011
Fukushima: operazioni per limitare la radioattività in mare

I livelli di radioattività nell'acqua del mare vicino alla centrale di Fukushima hanno toccato un nuovo picco: la concentrazione di iodio 131 ha fatto registrare un valore 7,5 milioni di volte superiore ai limiti di legge nei pressi del canale di scolo del secondo reattore. Sullo stesso ordine di grandezza i livelli di cesio 137: 1 milione di volte superiore alla norma.
Secondo la Tokyo Electric Power Company (Tepco) è una conferma dell'ipotesi che la radioattività finisca in mare attraverso la crepa scoperta nelle condutture del secondo reattore. Perciò, dopo una serie di tentativi senza successo, ha ripreso i lavori per riparare la falla, stavolta con del vetro liquido.
Intanto, per convogliare in grandi recipienti l'acqua ad alta radioattività in uscita, ha proseguito le operazioni per svuotare in mare l'acqua a bassa radioattività contenuta nei recipienti. Il governo giapponese ha autorizzato la manovra, criticata invece dalla Corea del Sud per il timore che l'acqua radioattiva, nonostante si diluisca in mare, possa arrivare in Corea.
Intanto, come riferito dall'agenzia di stampa Jiji Press, sta facendo rotta verso Fukushima una grande nave-piattaforma, usata per la pesca sportiva d'alto bordo: lunga 136 metri e larga 46, per una stazza di 10.000 tonnellate, sarà destinata ad accogliere grandi quantità di acqua marina radioattiva.
Inoltre, secondo l'agenzia di stampa russa Itar-Tass, le autorità giapponesi sono in contatto con quelle russe per un possibile "prestito" della nave russa Landysh, progettata per trattare le scorie nucleari provenienti dai sottomarini nucleari: secondo gli esperti, potrà essere adibita a trattare l'acqua marina radioattiva.
Fra le altre misure allo studio, le autorità giapponesi stanno valutando la possibilità di costruire una diga al largo della centrale o delle barriere sottomarine per limitare la diffusione dell'acqua radioattiva.
Per la prima volta intanto, il 4 aprile, è stato registrato un livello di radioattività leggermente al di sopra dei limiti di legge in un pesce della famiglia degli ammoditidi, pescato a sud della centrale. Su richiesta delle autorità locali, anche se la radioattività è solo del 5% superiore alla norma, tutte le cooperative di pescatori della zona hanno sospeso la pesca di questo tipo di pesci.
Le autorità giapponesi intanto continuano il monitoraggio della radioattività nell'aria. Nella località di Namie è stato registrato un valore di 10,3 millisievert in 11 giorni: leggermente al di sopra dei 10 millisievert che il governo giapponese considera la soglia al di sopra della quale raccomandare alla popolazione di non uscire di casa o dai luoghi chiusi. Namie si trova a poco più di 30 chilometri dalla centrale, quindi subito al di fuori della zona in cui è stato espresso l'invito a non uscire. In considerazione del basso livello di radioattività e della piccola area in cui è stata rilevata, la Nuclear and Industrial Safety Agency (NISA) non ha ritenuto di dover prendere ulteriori provvedimenti.
(Nessum commento.)



