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La Germania cambia idea: resteranno in attività le centrali
MONDO - Energia
06-04-2011
La Germania è in difficoltà dopo lo stop alle vecchie centrali

Il governo tedesco del cancelliere Angela Merkel è stato uno dei pochi che ha preso misure concrete e immediate in seguito all'incidente nella centrale giapponese di Fukushima Daiichi: il 15 marzo ha bloccato il procedimento per prorogare la vita dei 7 reattori più vecchi del Paese, che quindi sono stati fermati.
La decisione ha però provocato varie conseguenze di ampia portata. Johannes Teyssen, amministratore delegato della società elettrica E.ON, ha osservato che la rete non è progettata per gestire drastiche ridistribuzioni del carico, e di conseguenza c'è il rischio di gravi problemi nella rete e blackout.
Secondo la Bdew, l'associazione delle società elettriche tedesche, il danno economico è enorme: la moratoria ha provocato un aumento del 12% dei prezzi all'ingrosso dell'elettricità.
La stessa Bdew ha annunciato che il 16 marzo la bilancia commerciale elettrica della Germania è andata in negativo: le importazioni di elettricità hanno improvvisamente superato le esportazioni. Il saldo tedesco, normalmente in attivo di 70-150 milioni di kWh al giorno, è passato improvvisamente a un passivo di 50 milioni di kWh: le importazioni da Francia e Repubblica Ceca sono raddoppiate, mentre le esportazioni verso Olanda e Svizzera si sono dimezzate.
«Non ha alcun senso prendere decisioni affrettate che ci costringono soltanto ad importare energia nucleare da altri Paesi», ha commentato Matthias Kleiner, presidente della Fondazione tedesca per la ricerca.
Inoltre si pone un grande problema ambientale: con lo stop ai 7 reattori sono venuti a mancare 7000 MW, che le aziende tedesche hanno sostituito per tre quarti con combustibili fossili. Alessandro Vitelli, analista della società di consulenza specializzata IDEAcarbon, ha previsto un aumento del 10% delle emissioni tedesche di anidride carbonica, pari a 45 milioni di tonnellate in più all'anno.
Infine la società elettrica Rwe ha presentato ricorso a proposito dei due reattori di Biblis: la centrale soddisfa i requisiti di sicurezza previsti dalla legge tedesca e quindi non ci sarebbero le basi legali per fermarla. La società non si aspetta però una decisione in breve tempo: perciò «non è previsto il riavvio dell'impianto prima della fine della moratoria».
Paolo Gangemi
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