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11-04-2011

Fukushima: un mese dopo



Fukushima: un mese dopo

A un mese esatto dal terribile terremoto che ha colpito il Giappone, un'altra violenta scossa di magnitudo 7,0 (6,6 secondo l'Agenzia internazionale per l'energia atomica) è stata registrata l'11 aprile.

Come conseguenza è stato interrotto per 50 minuti il rifornimento di elettricità esterna al primo, secondo e terzo reattore della centrale di Fukushima Daiichi. In seguito la corrente è stata normalmente ripristinata, e sono riprese anche le operazioni di raffreddamento con acqua dolce. Il personale al lavoro nella centrale è stato temporaneamente evacuato per precauzione.

Nel frattempo, per facilitare le operazioni dei tecnici, è stata rimossa una parte dei detriti che erano ancora presenti all'interno della centrale in seguito al terremoto. Data la radioattività, il materiale è stato rimosso con l'aiuto della robotica: un escavatore e un carrello provvisti di telecamere e telecomandati. L'intera operazione è stata condotta a distanza.

Per quanto riguarda la radioattività al di fuori della centrale, le autorità giapponesi estenderanno la zona di evacuazione. Finora la popolazione evacuata era quella residente in un raggio di 20 chilometri dalla centrale, mentre da ora la misura non sarà più vincolata alle distanze geografiche: coinvolgerà tutte le località in cui la soglia stimata di radioattività dovesse superare i 20 millisievert in un anno. Il provvedimento potrebbe riguardare la località di Iitate, che si trova al di fuori della zona finora evacuata, ma dove sono stati registrati valori di radioattività doppi rispetto alla soglia considerata sufficiente per l'evacuazione a livello internazionale. L'evacuazione dovrà essere effettuata nell'arco di un mese. Fra la popolazione non interessata dal provvedimento, quella residente a una distanza compresa fra 20 e 30 chilometri dalla centrale dovrà mantenere il comportamento attuale: restare al chiuso e prepararsi a un'eventuale evacuazione.



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