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MONDO - Ricerca
11-04-2011
L’argilla è idonea ai depositi di scorie

Per costruire in profondità nel sottosuolo un deposito definitivo di scorie radioattive sono necessarie particolari condizioni geologiche, che garantiscano una sicurezza stabile per lunghissimi periodi di tempo. Fra questi materiali, oltre al sale e al granito, c'è anche un tipo particolare di roccia argillosa: l'argilla opalina.
La conferma viene da un esperimento condotto alla Johannes Gutenberg Universität di Magonza (Germania), dove i ricercatori hanno studiato per oltre 4 anni le caratteristiche di questa roccia. L'argilla opalina era un candidato naturale: è una roccia sedimentaria che ha buone proprietà isolanti, grazie alle quali blocca i movimenti dei materiali radioattivi anche per periodi di tempo estremamente lunghi.
Gli studiosi tedeschi, guidati da Tobias Reich, direttore dell'Istituto di chimica nucleare dell'Università, si sono concentrati sui modi in cui questa roccia reagisce al contatto con sostanze radioattive come plutonio e nettunio.
Per l'esperimento (nella foto) sono stati usati piccoli dischetti di argilla spessi poco più di un centimetro, imbevuti di acqua radioattiva: dopo una settimana l'acqua era passata attraverso il dischetto, che invece tratteneva plutonio e nettunio. Nell'acqua così non rimaneva quasi traccia di radioattività: la percentuale di assorbimento da parte dell'argilla, in casi particolari di ossidazione del plutonio e del nettunio, ha sfiorato il 100%. Inoltre è stato verificato che queste particolari condizioni sono favorite durante il procedimento proprio dallo strato di argilla.
Lo studio è stato svolto nell'ambito di un vasto progetto di ricerca finanziato dal governo tedesco per trovare una soluzione definitiva al problema delle scorie nucleari. L'argilla opalina è stata presa in considerazione perché, a differenza di altri materiali dalle caratteristiche simili, è relativamente diffusa in Germania.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



