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12-04-2011

La ruggine che neutralizza le scorie



La ruggine che neutralizza le scorie

Per gestire le scorie radioattive in sicurezza, un contributo importante può venire dalla ruggine, e più precisamente dalla ruggine verde che si forma per esempio durante la corrosione dell'acciaio.

Lo afferma una ricerca pubblicata sulla rivista specializzata Geochimica et Cosmochimica Acta da un gruppo di scienziati guidati da Bo Christiansen, del Dipartimento di chimica dell'università di Copenaghen.

La ruggine verde, consistente in ferro non del tutto arrugginito, è altamente reattiva, cioè reagisce facilmente con altri materiali: la sua superficie ha una forte carica elettrica positiva e quindi attrae gli elettroni delle sostanze con cui entra in contatto. È perciò usata spesso per neutralizzare agenti inquinanti, e ora si è rivelata promettente anche per le scorie nucleari.

Gli scienziati si sono concentrati in particolare sul nettunio, un elemento radioattivo presente in piccolissime quantità nelle scorie prodotte dalle centrali nucleari: costituisce appena lo 0,05% del combustibile usato. L'importanza della sua gestione sta nella durata della sua radioattività: oltre 2 milioni di anni.

Gli esperimenti condotti da Christiansen e dai suoi colleghi hanno dimostrato che un composto di ruggine verde, sodio e zolfo è in grado di assorbire il nettunio in pochi minuti.

Christiansen ha anche una proposta sull'uso pratico della ruggine verde: dato che il combustibile usato è contenuto di solito in recipienti di ferro e rame collocati nell'acqua, si potrebbero "incartare" questi recipienti con uno strato di ruggine verde. In questo modo, anche in caso di rottura del recipiente, le scorie resterebbero intrappolate e non verrebbero disperse nell'ambiente.

Paolo Gangemi



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