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MONDO - Ricerca
14-04-2011
Alghe contro le scorie

Adottando la metafora, molto usata, della guerra alle scorie nucleari, si può parlare adesso di armi biologiche: il nuovo ritrovato della ricerca è un'alga in grado di "digerire" determinate sostanze radioattive.
La nuova scoperta, pubblicata sulla rivista di chimica ChemSusChem dagli scienziati della Northwestern University e dell'Argonne National Laboratory di Chicago, riguarda in particolare lo stronzio 90: un elemento radioattivo che è stato rilevato, anche se in basse quantità, all'esterno della centrale di Fukushima, e che è presente normalmente nelle scorie prodotte dalle centrali nucleari.
I ricercatori americani hanno studiato il Closterium moniliferum, un'alga unicellulare a forma di mezzaluna, e hanno compreso per la prima volta i meccanismi che usa per "stoccare" lo stronzio: è il primo passo per imitare il procedimento nel trattamento delle scorie.
«Una possibilità è usare direttamente le alghe per la bonifica delle scorie. Ma un'altra strada è studiare il meccanismo usato dall'alga per isolare lo stronzio e riprodurlo in maniera industriale», ha spiegato Derk Joester, che ha guidato la ricerca.
L'alga separa lo stronzio dal calcio: un'operazione difficile perché i due elementi hanno proprietà chimiche simili, ma utilissima per il trattamento delle scorie. Se infatti si riuscisse a isolare lo stronzio radioattivo dal calcio, che è presente nelle scorie ma è innocuo, sarebbe molto più facile gestirlo separatamente.
Per effettuare questa reazione chimica, l'alga usa il bario: con una serie di esperimenti, gli studiosi hanno usato una coltura di alghe in cui hanno variato le quantità e le proporzioni di bario e stronzio, fino a ottenere il risultato migliore in termini di isolamento dello stronzio.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



