Subscribe RSS feed diminuisci grandezza del testo aumenta grandezza del testo




NuclearNews
NEWS
Esperto Risponde

Categorie




Interventi Recenti




Ultimi Documenti inseriti



- Centrali nucleari e leucemie: nessun legame

- Roadmap 2010 (IEA e NEA)

- Centrali nucleari in servizio e in costruzione (Dicembre 2010)

- Il nucleare per l’economia, l’ambiente e lo sviluppo

- Centrali nucleari di terza generazione (Enea)

- Il discorso di Sarkozy alla conferenza di Parigi

- Annual Report 2008 ESA

- Nuclear Safety Review for the Year 2008

- Nuclear Energy Today

- Nuclear Energy in Perspective

- Annual Report 2008 NEA



Video del mese






EnerBlog

News



MONDO - Sicurezza



18-04-2011

Fukushima: robot entra nei reattori



Fukushima: robot entra nei reattori

Per la prima volta dal terremoto dell'11 marzo, che ha causato l'incidente nella centrale nucleare giapponese di Fukushima Daiichi (Fukushima 1), qualcuno è entrato all'interno dei reattori danneggiati.

Il "pioniere" è un robot di fabbricazione americana, che il 17 aprile è stato inviato dalla Tokyo Electric Power Company (Tepco) a esplorare l'interno del primo e del terzo reattore. La macchina, chiamata PackBot e prodotta dalla società iRobot, si muove su cingoli ed è progettata per lavorare in condizioni pericolose per l'uomo.

Lo scopo della missione era valutare le condizioni ambientali, per stabilire i rischi per la salute umana in caso di ingresso nei reattori. Per questo il robot, dopo aver aperto le porte chiuse dei reattori, ha scattato fotografie e ha misurato la temperatura, l'umidità, i livelli di radioattività e la concentrazione di ossigeno.

I risultati indicano livelli di radioattività alti ma non altissimi: tra 10 e 49 millisievert all'ora nel primo reattore e tra 28 e 57 nel terzo. La soglia massima stabilita dalle autorità giapponesi per l'esposizione umana nel caso di tecnici in situazioni di emergenza è di 250 millisievert all'anno: questo vuol dire che un tecnico potrebbe restare nel terzo reattore al massimo per 4 ore, in seguito alle quali per un anno non potrebbe più essere esposto a nessuna dose di radioattività.

Sono più incoraggianti i dati rilevati dal robot per quanto riguarda la qualità dell'aria: la percentuale di ossigeno in entrambi i reattori è del 21%, sufficiente per consentire l'ingresso dei tecnici.

La Tepco ora sta preparando l'ingresso del robot nell'altro reattore danneggiato, il secondo. In base ai dati finali, deciderà come organizzare le prossime fasi dei lavori: come ha spiegato Takeshi Makigami, un dirigente della Tepco, i robot possono fare poco per riportare alla normalità la situazione nella centrale, per cui il loro utilizzo serve per preparare il campo all'intervento umano.



Back to top Torna su


(Nessum commento.)



Lascia un commento:

(max 2000 caratteri)

Nome: *
E-mail:
(non verrà mostrato sul sito)
*
Commento: *

Inserisci il codice:

security image
 


Back to top Torna su