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20-04-2011

Sempre più numerosi gli americani che vivono vicino alle centrali



Sempre più numerosi gli americani che vivono vicino alle centrali

Su Repubblica del 15 aprile un articolo di Angelo Aquaro racconta uno scenario definito da «incubo»: l'ipotesi, ventilata nel 1962 e presto abbandonata per motivi economici, di costruire una centrale nucleare nella città di New York. Secondo Aquaro l'idea sarebbe stata tanto inaudita da sembrare «una trama alla Michael Crichton, il soggetto di un film di Steven Spielberg».

In realtà gli americani non sembrano così spaventati all'idea di «una Fukushima fra i grattacieli»: anzi, sono sempre di più quelli che vanno a vivere vicino ai «mostri». Lo aveva riferito proprio il giorno prima, il 14 aprile, un articolo sul sito americano msnbc.com, con tanto di mappa interattiva: è aumentata di 9 milioni in 10 anni la popolazione residente nel raggio di 80 chilometri da una centrale nucleare, la distanza raccomandata dalle autorità di sicurezza nucleare degli Stati Uniti per l'evacuazione in caso di incidenti come quello di Fukushima. Dai 106 milioni di abitanti nel 2000 infatti il dato è passato nel 2010 a 117 milioni, pari a oltre un terzo della popolazione degli Stati Uniti.

Ancora più netta la crescita se ci si limita alla fascia più immediatamente vicina agli impianti nucleari: la popolazione residente nel raggio di 16 chilometri da una centrale è aumentata del 17%. Neanche i siti più a rischio scoraggiano gli americani: in un raggio di 16 chilometri dalla centrale di Three Mile Island, in Pennsylvania, dove nel 1979 si era verificato il più grave incidente nucleare nella storia degli Stati Uniti e dell'Occidente (livello 5 sulla scala Ines), la popolazione è aumentata dell'11%. Intorno alla centrale californiana di San Onofre, in zona sismica, l'aumento è stato del 50%.

La stessa città di New York, anche se «salvata dal business» secondo Aquaro, si ritrova la centrale di Indian Point a poco più di 60 chilometri. La stessa distanza, all'incirca, separa Chicago dalla centrale di Dresden, Washington da quella di Calvert Cliffs, Boston da quella di Pilgrim, San Diego da quella di San Onofre, Phoenix da quella di Palo Verde e Detroit dalla centrale intitolata a Enrico Fermi. E così via: 26 delle prime 100 città americane si trovano a meno di 80 chilometri da una centrale nucleare. Il record spetta però a Filadelfia (la quinta città degli Stati Uniti, con un milione e mezzo di abitanti e 6 milioni nell'area metropolitana): il centro della città dista 69 chilometri dalla centrale di Salem, 69 anche da quella di Hope Creek e 45 da quella di Limerick. Se la centrale non è letteralmente «fra i grattacieli» ci va molto vicino.



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