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MONDO - Sicurezza
26-04-2011
A 25 anni da Cernobyl la Russia propone un piano di sicurezza internazionale
Il venticinquesimo anniversario del disastro di Cernobyl è stata l'occasione per numerose manifestazioni contro l'energia nucleare, ma anche per un nuovo piano internazionale sulla sicurezza proposto dal presidente russo Dmitri Medvedev.
Parlando nell'ex-centrale ucraina, dove nella notte fra il 25 e il 26 aprile 1986 si era verificato il più grave incidente nella storia dell'energia nucleare, il presidente russo ha dichiarato che formalizzerà le sue proposte al vertice del G8 in programma a Deauville (Francia) il 26 e 27 maggio.
Medvedev chiederà norme più stringenti a cui dovranno attenersi tutti i Paesi che hanno centrali nucleari o vogliono costruirle: «Per la costruzione e la gestione degli impianti nucleari sono necessari ulteriori requisiti di sicurezza. Le mie proposte riguarderanno la responsabilità dei singoli Paesi, compresa quella per l'attivazione delle misure d'emergenza», ha affermato Medvedev.
Secondo il piano russo, il controllo della corretta applicazione delle nuove norme spetterà agli organismi sovranazionali, prima di tutti l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea).
Il presidente russo ha chiesto anche una maggiore trasparenza a livello internazionale, soprattutto in caso di emergenze: proprio quella che era mancata nel 1986, quando per tre giorni le autorità sovietiche avevano taciuto la notizia dell'incidente.
Medvedev ha poi ricordato le vittime di Cernobyl, e ha promesso di destinare 45 milioni di euro alla costruzione della nuova struttura di contenimento progettata per confinare a lungo termine la radioattività nel quarto reattore della centrale. Il costo totale della struttura è di 740 milioni di euro, dei quali 550 milioni sono stati stanziati dall'Ucraina, dall'Unione Europea e dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, nel corso di un'apposita conferenza organizzata a Kiev il 19 e 20 aprile.
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