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MONDO - Scorie



27-04-2011

La cosa più urgente è costruire depositi temporanei



La cosa più urgente è costruire depositi temporanei

Il problema non è tanto stabilire se sul lungo periodo è meglio riciclare le scorie ad alta radioattività o sistemarle in un deposito definitivo: è più urgente trovare una soluzione per il medio periodo (da qualche decennio a un secolo). Lo sostiene un rapporto del Massachusetts Institute of Technology (Mit) intitolato "The Future of the Nuclear Fuel Cycle".

La sorte a lungo termine delle scorie nucleari americane, dopo la decisione del presidente Barack Obama di lasciar perdere il deposito di Yucca Mountain, è oggetto di un accanito dibattito fra chi vorrebbe riciclarle e chi è contrario. Si parla poco invece dei depositi temporanei: attualmente le scorie sono conservate nelle centrali, in attesa di una soluzione definitiva.

Ma questa situazione secondo il rapporto del Mit non è sicura. E l'incidente di Fukushima sembra confermarlo: i problemi nella centrale giapponese sono stati notevolmente aggravati dalla presenza nella centrale del combustibile usato.

La proposta del Mit è costruire dei depositi temporanei di acciaio e cemento, possibilmente nelle regioni meno densamente popolate degli Stati Uniti centro-occidentali. In questo modo si risolve innanzitutto la questione più urgente, cioè togliere le scorie dalle centrali.

Inoltre, anche se una parte delle scorie resta radioattiva per migliaia di anni, la maggior parte della radioattività si perde nei primi 50 anni: nel giro di qualche decennio anche il problema della soluzione definitiva acquisterà dimensioni minori.

Infine, si lascerebbe aperta la scelta fra riprocessamento e deposito geologico definitivo: la decisione potrà essere presa con calma fra vari decenni, anche sulla base delle nuove tecniche che nel frattempo potranno essere sviluppate per rendere il riprocessamento più semplice, sicuro ed economico.

Secondo Ernest Moniz, direttore del laboratorio per l'energia e l'ambiente del Dipartimento di fisica del Mit e condirettore della ricerca, trovare una soluzione al problema delle scorie è essenziale non solo per motivi tecnici: la questione è una delle più sentite da parte dell'opinione pubblica, che quindi sarebbe più favorevole all'energia nucleare nel caso in cui si sentisse tranquilla sulla gestione dei rifiuti.

Paolo Gangemi



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