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27-04-2011

Senza nucleare la Germania pagherà l’elettricità il 30% in più



Senza nucleare la Germania pagherà l’elettricità il 30% in più

La decisione del governo tedesco di chiudere le centrali nucleari potrebbe avere un costo economico molto pesante: il prezzo dell'elettricità potrebbe aumentare del 30%. Lo sostiene uno studio realizzato per conto del Bundesverband der Deutschen Industrie (BDI), la Confindustria tedesca, dalla società di ricerca R2B, specializzata in tematiche energetiche.

Il rapporto ha preso in esame uno scenario molto realistico, in base alle dichiarazione del cancelliere Angela Merkel sull'uscita dal nucleare: la chiusura definitiva degli 8 reattori tedeschi al momento già fermi, fra cui i 7 più vecchi, e lo spegnimento dei restanti 9 reattori entro il 2017. In queste condizioni, nel 2018 il costo all'ingrosso di un MWh salirebbe a 70 euro: il 30% in più rispetto ai 54 euro previsti nello scenario prospettato dal governo nel 2009.

In tutto, fino al 2020, il costo aggiuntivo sarà di 33 miliardi di euro, di cui 24 a carico delle aziende commerciali e industriali. Se poi si comprendono anche gli incentivi per le fonti rinnovabili e le spese per l'aggiornamento delle infrastrutture la cifra sale a 51 miliardi di euro.

Sarebbe meno pesante il bilancio per le famiglie, che hanno minori consumi di elettricità e meno richieste per le emissioni di gas serra: per le utenze residenziali il costo di un kWh salirebbe del 18%, dagli attuali 23,4 centesimi a 27,6 centesimi nel 2020. In base al programma governativo del 2009 il costo previsto sarebbe invece di 26,7 centesimi, con un aumento del 14%.

Anche il costo ambientale sarebbe enorme: nel 2018 le emissioni tedesche di anidride carbonica aumenterebbero fino a 282 milioni di tonnellate, il 28% in più rispetto agli obiettivi del governo.

L'uscita della Germania dal nucleare avrebbe un impatto significativo anche all'estero, e in particolare sul mercato europeo delle emissioni: secondo una stima della società di consulenza Bloomberg New Energy Finance, se anche il governo tedesco decidesse si limitasse a rendere definitiva la chiusura dei 7 reattori più vecchi, alla fine del 2011 il prezzo per tonnellata arriverebbe a 20,30 euro, un euro in più rispetto alle stime elaborate a marzo.

Paolo Gangemi



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