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MONDO - Politica
02-05-2011
La Russia andrà avanti con il nucleare modernizzando le centrali

L'incidente di Fukushima non fermerà gli ambiziosi programmi nucleari russi, ma un effetto potrebbe averlo: la Russia potrebbe puntare a costruire più reattori nuovi, rinunciando almeno in parte alla strategia seguita finora di prolungare l'attività di quelli ancora in funzione.
La società nucleare statale Rosatom ha deciso infatti di condurre ulteriori, accurati test sulla sicurezza, per escludere la possibilità di un incidente sul tipo di quello di Fukushima. L'esito delle verifiche potrebbe decretare la chiusura delle centrali più vecchie: la misura sarà presa nei casi in cui risultasse che l'implementazione di ulteriori sistemi di sicurezza sarebbe eccessivamente complessa.
La Russia è l'unico Paese al mondo ad avere ancora in funzione alcuni reattori del tipo a grafite, simili a quelli di Cernobyl: l'ultimo in attività all'estero era quello di Ignalina, in Lituania, spento alla fine del 2009 nell'ambito delle condizioni per l'ingresso del Paese nell'Unione Europea.
I nuovi reattori a cui sta lavorando la Russia sono invece tutti ad acqua leggera, di terza generazione avanzata, progettati per resistere a terremoti e tsunami del livello di quelli giapponesi. Inoltre la Rosatom vuole puntare sui reattori a neutroni veloci: l'unico esemplare in attività al mondo si trova proprio in Russia, nella centrale di Beloyarsk, e un altro è in costruzione.
La Rosatom non ha ancora elaborato una stima precisa dei costi che tutto questo processo comporterà, né di chi se li addosserà. In ogni caso, la chiusura delle vecchie centrali sarà subordinata all'esito delle verifiche, «e non come è stato fatto in Germania, dove dopo il disastro giapponese hanno fermato tutti i reattori costruiti prima del 1980, con il risultato che ora sono a corto di elettricità e devono importarla», ha commentato Leonid Bolshov, direttore dell'istituto russo per la sicurezza nucleare.
(Nessum commento.)



