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ITALIA - Industria/economia
04-05-2011
Il nucleare dell’Enel va avanti

Il dietrofront del governo italiano non costringerà l'Enel ad abbandonare la tecnologia nucleare: le attività all'estero continueranno, e saranno anche un trampolino di lancio nel caso in cui in futuro l'Italia deciderà di tornare al nucleare.
«Non smontiamo la macchina nucleare», ha dichiarato l'amministratore delegato Fulvio Conti in occasione dell'assemblea degli azionisti. «I nostri ingegneri continueranno a lavorare nei nostri impianti all'estero nell'ipotesi che il tema dovesse tornare d'attualità nel prossimo futuro», ha spiegato Conti.
L'Enel gestisce oggi 12 reattori nucleari in Europa, per un totale di 5500 MW, e sta partecipando alla costruzione di altri 4. In tutto ha circa 3800 specialisti al lavoro negli impianti nucleari, oltre a 150 ingegneri impegnati nella costruzione dei nuovi reattori.
In Spagna, attraverso la controllata Endesa, l'Enel gestisce 8 reattori, di cui 7 del tipo ad acqua pressurizzata e uno ad acqua bollente, per un totale di 3640 MW.
In Slovacchia, attraverso la controllata Slovenske Elektrarne (SE), gestisce 4 reattori del nuovo modello russo VVER, due nella centrale di Mochovce e due in quella di Bohunice. Grazie a un piano di incremento condotto negli ultimi 6 anni, la potenza totale installata è salita a quasi 1900 MW, che forniscono il 50% dell'elettricità nazionale. Inoltre a Mochovce l'Enel partecipa alla costruzione del terzo e del quarto reattore.
La SE ha investito 500 milioni di euro per l'adeguamento delle centrali agli standard di sicurezza stabiliti dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea): «Siamo pronti a sottoporci agli stress test», ha dichiarato il 3 maggio il direttore generale della SE Paolo Ruzzini, durante una visita del premier slovacco Iveta Radicava a Bohunice.
Anche in Francia l'Enel sta portando avanti due progetti nucleari: ha una quota del 12,5% nel nuovo reattore Epr di terza generazione avanzata in costruzione nella centrale di Flamanville (Normandia) e parteciperà anche al secondo Epr francese, che sorgerà a Penly (sempre in Normandia).
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