News
MONDO - Politica
10-06-2010
Anche Zapatero ci ripensa sul nucleare

Il Ministero spagnolo dell'industria, dietro parere positivo del Consejo de Seguridad Nuclear (CSN), ha approvato la proroga della licenza per i due reattori nucleari della centrale di Almaraz, nell'Extremadura (Ovest del Paese): l'attività dei due reattori potrà continuare per altri 10 anni.
Come ha osservato Gian Antonio Orighi in un articolo sulla Stampa, la decisione rappresenta un dietro-front di Zapatero: il primo ministro aveva promesso l'uscita dal nucleare e invece ora il suo governo prolunga l'attività delle centrali. In questa inversione di rotta Zapatero non è solo: gli spagnoli, tradizionalmente antinuclearisti, sono ora per il 42% favorevoli al nucleare e solo per il 37% contrari.
La decisione del Ministero soddisfa le società che gestiscono i reattori, fra cui Endesa (controllata dall'Enel), che ne detiene il 36%. Per Endesa si prospettano ora anche maggiori probabilità per il rinnovo delle licenze di altri reattori: Vandellos II (di cui possiede il 72%), Ascó I (100%) e Ascó II (85%). In tutto Endesa partecipa a 7 degli 8 reattori spagnoli e in totale controlla il 47% della capacità nucleare nazionale.
L'azienda aveva formulato però una richiesta ancora più ambiziose: il 30 maggio l'amministratore delegato Andrea Brentan aveva chiesto una norma che permettesse ai singoli operatori, naturalmente con l'approvazione del CSN, di allungare di 20 anni la vita delle centrali spagnole, portando da 40 a 60 anni la durata della loro attività. Brentan ha citato come modello gli Stati Uniti, dove metà dei 104 reattori in funzione hanno avuto il permesso di continuare fino al sessantesimo anno di attività.
(Nessum commento.)



