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ITALIA - Industria/economia
09-05-2011
Rinnovato l’appalto alla Sogin per lo smantellamento degli impianti di ricerca

L'Enea ha rinnovato alla Sogin il contratto per lo smantellamento degli impianti nucleari di ricerca in Italia. Lo ha riferito il 9 maggio un comunicato congiunto dei due enti. L'accordo del 2006, che aveva una durata di 5 anni, è stato rinnovato per altri 5.
L'accordo è stato firmato dal Commissario dell'Enea Giovanni Lelli e dall'amministratore delegato della Sogin Giuseppe Nucci. Riguarda 4 impianti di ricerca sul combustibile nucleare dislocati in 3 siti: l'Itrec nel centro della Trisaia (Matera), l'Eurex di Saluggia (Vercelli) e i due reattori di ricerca Opec e Ipu del centro della Casaccia (Roma).
Nell'impianto Eurex, entrato in funzione nel 1970 per studiare il riprocessamento del combustibile, le attività di ricerca sono state interrotte nel 1984. L'Itrec invece era dedicato allo studio dei combustibili misti basati su uranio e torio; le attività sono state sospese nel 1987, in seguito al referendum sul nucleare. L'Ipu, progettato per la ricerca sul plutonio e inaugurato nel 1968, è stato fermato nel 1990. L'Opec poi comprende a sua volta 2 reattori: l'Opec 1, che nel 1962 è stato il primo impianto di ricerca nucleare in Italia, e l'Opec 2, che non è mai entrato in funzione.
Secondo il comunicato, il rinnovo «ha lo scopo di valorizzare l'esperienza acquisita, ampliare le sinergie e ottimizzare le risorse nello svolgimento delle attività di decommissioning e di messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi».
Le condizioni dell'accordo prevedono che l'Enea continui a mettere a disposizione della Sogin personale qualificato nella gestione degli impianti e servizi di supporto alle normali attività dei tre centri.
(Nessum commento.)



