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MONDO - Energia
11-05-2011
Entrato in attività il primo reattore iraniano

L'8 maggio 2011 l'Iran si è aggiunto all'elenco dei paesi dotati di centrali nucleari in attività. Il reattore di Bushehr (sud-ovest del Paese, sulla costa del Golfo Persico), inaugurato ufficialmente il 21 agosto 2010, ha raggiunto infatti per la prima volta una reazione a catena autosostenuta. Lo ha annunciato la società russa AtomStroyExport, che ha costruito l'impianto.
Il reattore, del modello russo ad acqua pressurizzata VVER-1000, è ora in funzione ma al livello minimo: sarà portato al 100% dopo ulteriori controlli. A quel punto sarà pronto per le operazioni commerciali. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Fars, la connessione alla rete elettrica avverrà entro due mesi. Con una potenza di circa 1000 MW, soddisferà il 3% del fabbisogno elettrico nazionale.
La gestione commerciale della centrale sarà affidata all'inizio a una joint venture al 50% russo-iraniana, ma passerà entro 3 anni sotto il controllo dell'Iran. Le operazioni saranno comunque supervisionate dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea), che ha anche sorvegliato tutte le fasi della costruzione dell'impianto. Il rifornimento di uranio, sempre sotto il controllo dell'Iaea, è assicurato dalla Russia. Dopo l'uso, il combustibile esaurito tornerà in Russia, per impedire ogni possibilità di arricchimento dell'uranio a scopo bellico.
Anche gli Stati Uniti, che avevano criticato l'appoggio della Russia al programma nucleare iraniano, hanno riconosciuto che la centrale di Bushehr non rappresenta un pericolo per la proliferazione nucleare: secondo l'amministrazione Obama l'impianto è anzi la prova che l'Iran non ha bisogno di portare avanti progetti autonomi per l'arricchimento dell'uranio, potendo disporre del combustibile russo.
La costruzione della centrale di Bushehr era iniziata negli anni Settanta con un progetto tedesco, ma era stata fermata nel 1979 in seguito alla rivoluzione islamica. Le operazioni sono riprese, stavolta in collaborazione con la Russia, solo nel 1994. Anche se buona parte delle infrastrutture erano pronte, i cambiamenti nella progettazione hanno fatto allungare i tempi. Un secondo reattore nella centrale, previsto dal progetto originario tedesco, è stato scartato recentemente dalle autorità iraniane.
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