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12-05-2011

Sarkozy: avanti con il nucleare, fiducia nel sistema francese



Sarkozy: avanti con il nucleare, fiducia nel sistema francese

A due mesi dal devastante terremoto del Giappone, le conseguenze dell'incidente nella centrale nucleare di Fukushima continuano a far discutere i politici di tutto il mondo. Mentre in Italia il governo ha preso tempo, molti altri Paesi intendono continuare a sfruttare l'energia nucleare, con una maggiore attenzione alla sicurezza.

La lista di chi non cambia idea è guidata dalla Francia, la nazione tradizionalmente più favorevole al nucleare: il presidente Nicolas Sarkozy ha dichiarato che «a causa di uno tsunami in Giappone non si può rimettere in discussione quello che fa la forza della Francia». Il presidente ha dunque ribadito l'«assoluta fiducia nella filiera nucleare francese e nelle capacità dei tecnici di Edf», mettendo in chiaro di «non essere stato eletto per rimetterla in discussione».

«Se prendessi la decisione folle di fermare il parco nucleare francese, bisognerebbe trovare 45 miliardi di euro», ha affermato Sarkozy, aggiungendo che «avere fiducia nel nucleare significa continuare a investire in questa fonte energetica». Questo vale a maggior ragione per i reattori di nuova generazione, come quello in costruzione a Flamanville: «Sarebbe grottesco fermare proprio la centrale che sarà la più sicura».

In ogni caso i reattori francesi saranno sottoposti come gli altri agli stress test decisi a livello europeo, e Sarkozy ha affermato che non si opporrà alla chiusura di quelli che non dovessero superare le verifiche.

La necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza è stata sottolineata da Jacques Repussard, direttore dell'Istituto francese per la radioprotezione (Irsn), secondo cui la Francia deve essere pronta a incidenti nucleari «completamente inimmaginabili». L'esempio di Fukushima insegna: «I giapponesi non ritenevano possibile uno tsunami di 15 metri e la diga che proteggeva la centrale di Fukushima era dunque alta 5,7 metri».

Repussard ha spiegato ai membri del Parlamento che «la maggiore minaccia non è un incidente "standard", ma un incidente assolutamente straordinario, legato per esempio all'effetto domino con altre installazioni vicine, ai rischi naturali o ad atti di sabotaggio». Infatti la società statale EdF, che gestisce tutti i reattori francesi, è «uno degli operatori nucleari più competenti al mondo»: è perciò «poco verosimile che la Francia debba fare i conti con un incidente standard».



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