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MONDO - Politica
16-05-2011
La Slovenia entra nella NEA

La Nuclear Energy Agency (NEA) dell'OCSE, l'organizzazione dei Paesi industrializzati, ha un nuovo membro: la Slovenia. L'adesione è stata ufficializzata l'11 maggio 2011. Sale così a 30 il numero dei Paesi membri: l'ultima adesione era stata quella della Polonia nel 2010.
«Siamo molto felici di dare il benvenuto alla Slovenia», ha dichiarato il direttore generale della NEA Luis Echávarri, mentre Andrej Stritar, direttore dell'Uprava Republike Slovenije za jedrsko varnost (URSJV), l'autorità di sicurezza nucleare slovena, ha commentato: «A nome della Slovenia e dell'URSJV posso affermare che diventare l'ingresso a pieno titolo nella NEA è un passo molto importante per il nostro Paese. Porterà vantaggi sia alla Slovenia sia agli altri membri della NEA».
È dal 1981 che la Slovenia sfrutta l'energia nucleare per la produzione di elettricità grazie al reattore di Krško, ad acqua pressurizzata da 696 MW, spartito a metà con la Croazia. La quota slovena basta a soddisfare il 25% del fabbisogno elettrico nazionale e a esportare energia anche verso l'Italia, ma ora il governo vuole costruire un altro reattore nella centrale. La Slovenia ospita inoltre un reattore di ricerca e un centro di formazione nucleare nell'Istituto Jožef Stefan, dove lavorano circa 880 persone.
Subito dopo l'indipendenza, nel 1991, la Slovenia aveva firmato la maggior parte dei trattati internazionali in materia di energia nucleare. Dal 2002 partecipava ai lavori della NEA, con lo status di osservatore, ma solo nel 2010 è entrata nell'OCDE. «Ora, come membro a pieno titolo, la Slovenia potrà basarsi sulla collaborazione portata avanti finora con la NEA per contribuire alla conoscenza scientifica, tecnica e legale di massimo livello per assicurare un uso sicuro, economico ed ecocompatibile dell'energia nucleare per scopo pacifici», ha aggiunto Echávarri.
(Nessum commento.)



