Subscribe RSS feed diminuisci grandezza del testo aumenta grandezza del testo




NuclearNews
NEWS
Esperto Risponde

Categorie




Interventi Recenti




Ultimi Documenti inseriti



- L'energia nucleare in Europa, 2010-2050

- Le previsioni per il sistema energetico europeo fino al 2050

- Le centrali non aumentano i rischi di leucemia: studio canadese

- Fukushima: quali danni alla salute della popolazione?

- Centrali nucleari in servizio e in costruzione (gennaio 2013)

- Gestione delle scorie: il nuovo programma degli Stati Uniti

- Le previsioni al 2050 dell'Iaea

- World Energy Outlook 2012 (IEA)

- Il Rapporto 2011 dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea)

- Le previsioni della Exxonmobil per il sistema energetico fino al 2040

- Le previsioni della BP per il sistema energetico fino al 2030

- L'energia nucleare dopo Fukushima: documento del World Energy Council

- Centrali nucleari e leucemie: nessun legame



Video del mese






EnerBlog

News



MONDO - Sicurezza



16-05-2011

Fukushima due mesi dopo



Fukushima due mesi dopo

A due mesi dal terremoto e dallo tsunami che l'11 marzo hanno danneggiato la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, la Tokyo Electric Power Company (Tepco) ha ricostruito sulla base delle osservazioni dirette il probabile sviluppo degli avvenimenti nel primo reattore.

Poco dopo lo tsunami che ha messo fuori uso i sistemi di raffreddamento ci sarebbe stata una fusione che avrebbe coinvolto la maggior parte del combustibile. La barre di uranio fuse sarebbero poi cadute sul fondo del reattore, dove l'acqua spruzzata dalle squadre di emergenza le avrebbe raffreddate. La fusione avrebbe però provocato un foro da cui l'acqua si riversa nell'edificio del reattore. Per mantenere il raffreddamento la Tepco sta pensando di aumentare la quantità di acqua che da allora sta immettendo nel reattore.

Secondo la Tepco, ci vorranno anni per rimuovere tutto il combustibile fuso. Questo non ha a che vedere però con la tabella di marcia che prevede di stabilizzare la situazione nella centrale in 6-9 mesi. Perciò la Tepco studierà l'esperienza americana di Three Mile Island, dove nel 1979 si era verificata una fusione parziale ed erano serviti 10 anni per rimuovere tutto il materiale.

Nel frattempo, per evitare la fuoriuscita di radioattività all'esterno, la Tepco sta pensando di ingabbiare il primo reattore con un "tendone" di poliestere montato su un'impalcatura di acciaio, in modo da resistere al vento: non esattamente un "sarcofago", come è stato definito con un macabro riferimento a Cernobyl.

Il 14 maggio è morto uno dei tecnici che lavorano per ristabilire la situazione: è il primo caso nella centrale dopo i tre che erano rimasti uccisi dal terremoto. Anche in questo caso la radioattività non c'entra: la Tepco ha dichiarato che l'uomo, sui 60 anni, non era stato esposto a radiazioni e che comunque indossava una tuta protettiva integrale. Le cause del decesso rimangono per il momento ignote.

Intanto il governo giapponese ha fatto sapere che «ripenserà» la propria politica energetica: lo ha dichiarato il primo ministro Naoto Kan. Secondo i piani, nel 2030 il nucleare avrebbe dovuto fornire il 50% dell'elettricità giapponese. Ora Kan ha ribadito che «il nucleare resterà un pilastro della politica energetica giapponese», ma ha aggiunto di voler puntare anche sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico.

Per quanto riguarda il nucleare, Kan ha promesso di rafforzare le norme sulla sicurezza e ha affermato di voler costituire una commissione indipendente per indagare sull'incidente di Fukushima. I risultati saranno resi noti al pubblico e alla comunità internazionale.

Kan aveva anche chiesto alla Chubu Electric Power Company (CEPC) di fermare temporaneamente il quarto e il quinto reattore (gli unici al momento in attività) della centrale di Hamaoka, che si trova in una delle zone più sismiche del Giappone.

La CEPC ha accettato la decisione: il numero dei reattori attualmente fermi è salito così a 35, pari a quasi due terzi dei 54 reattori giapponesi. A causa del terremoto dell'11 marzo si erano fermati infatti 14 reattori, compresi quelli di Fukushima Daiichi, poi danneggiati dallo tsunami. Altri 19 reattori, fra cui il terzo di Hamaoka, sono momentaneamente spenti per le normali operazioni di controllo. Nei prossimi mesi, poi altri 5 reattori si fermeranno per le ispezioni periodiche: il numero dei reattori fermi potrebbe salire a 40, pari a tre quarti del totale, proprio durante il picco estivo dei consumi.



Back to top Torna su


(Nessum commento.)



Lascia un commento:

(max 2000 caratteri)

Nome: *
E-mail:
(non verrà mostrato sul sito)
*
Commento: *

Inserisci il codice:

security image
 


Back to top Torna su