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Referendum regionali sul nucleare?
ITALIA - Sondaggi e consultazioni
17-05-2011
I sardi non vogliono le centrali
Un tempo si chiamavano percentuali bulgare, ma la Sardegna ha fatto registrare una compattezza rara anche nell'ex blocco sovietico. Il referendum consultivo sulle centrali nucleari nell'isola ha avuto infatti un esito decisamente univoco: i contrari sono stati il 97,14%.
Il quesito referendario, molto più breve del testo del referendum nazionale, recitava semplicemente: «Sei contrario all'installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?». Il referendum riguardava dunque anche i depositi di scorie, a differenza di quello nazionale, che si limita alle centrali per la produzione di elettricità a scopo commerciale.
Essendo un referendum consultivo regionale, il quorum non era della metà più uno come nei referendum abrogativi nazionali, ma di un terzo dei voti. In ogni caso la soglia è stata abbondantemente superata: sono andati a votare il 59,49% degli elettori.
La compattezza degli elettori è anche frutto di una convergenza antinuclearista bipartisan a livello politico; anzi, sarebbe più corretto dire "tripartisan", visto che si erano pronunciati per il "SÌ" sia i partiti della giunta di centrodestra, sia quelli dell'opposizione di centrosinistra, sia i movimenti autonomisti sardi.
Il presidente della Regione (di centrodestra), Ugo Cappellacci, ha commentato: «Una scelta espressa in maniera così compatta non è stata presa sull'onda dell'isteria per il disastro nucleare di Fukushima», aggiungendo che «quella antinucleare è una convinzione radicata».
(Nessum commento.)



