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18-05-2011

I miliardari dell’informatica finanziano la ricerca



I miliardari dell’informatica finanziano la ricerca

L'incidente di Fukushima non ha smorzato l'entusiasmo dei magnati dell'informatica per l'energia nucleare: Bill Gates ha confermato il suo appoggio ai progetti per i piccoli reattori modulari, mentre Jeff Bezos (nella foto), fondatore di Amazon, ha deciso di investire quasi 20 milioni di dollari nella fusione nucleare.

Bezos, tramite la sua società di investimenti Bezos Expeditions, ha stanziato 19,5 milioni di dollari (13,7 milioni di euro) in favore della società canadese General Fusion, impegnata nella ricerca sulla fusione nucleare.

Più precisamente, la General Fusion studia una tecnica innovativa, chiamata "Magnetized target fusion", che integra aspetti dei due approcci più diffusi, quello magnetico e quello inerziale: come nell'approccio magnetico, il plasma è tenuto sospeso per mezzo di un campo magnetico, ma poi la fusione viene innescata aumentando rapidamente la pressione, come nell'approccio inerziale.

Il sostegno di Bezos è stato salutato con grande soddisfazione dalla General Fusion, che ha dichiarato in un comunicato: «La General Fusion è convinta che una centrale nucleare basata su questa tecnologia possa essere costruita a costi molto minori rispetto agli impianti a fusione magnetica o inerziale».

Gli interessi di Bill Gates invece si rivolgono verso una tecnologia che, anche se altrettanto innovativa, riguarda la fissione nucleare, sfruttata in tutte le centrali nucleari oggi esistenti al mondo. Tramite la società TerraPower Gates sostiene la ricerca sul reattore a onde viaggianti: un nuovo modello di piccolo reattore che si alimenta con il combustibile usato degli altri reattori, e quindi risolverebbe in massima parte il problema delle scorie radioattive. Per questo la TerraPower ha già stretto accordi di collaborazione con l'Intellectual Ventures, un'azienda giovane che progetta piccoli reattori modulari, e con il colosso nucleare giapponese Toshiba.

Paolo Gangemi



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