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MONDO - Politica
18-05-2011
Voci discordanti in Germania sull’uscita dal nucleare
È vivacissimo in Germania il dibattito sul futuro energetico nazionale: dopo l'incidente di Fukushima, il governo del cancelliere Angela Merkel ha ordinato di fermare per 3 mesi i 7 reattori più vecchi del Paese, e sta pensando di chiudere entro pochi anni tutti gli altri.
Il 10 maggio una "commissione etica", nominata dal governo, ha espresso il parere che la soluzione migliore è chiudere tutte le centrali: «La commissione etica raccomanda un'uscita totale dall'energia nucleare, una misura necessaria per escludere del tutto ogni rischio». Inoltre, secondo la commissione, la chiusura definitiva di tutte le centrali dovrebbe avvenire il più presto possibile: nel 2021 o anche prima.
La Commissione, costituita da 22 esperti guidati dall'ex ministro dell'ambiente Klaus Töpfer e dal presidente della Fondazione tedesca per la ricerca Matthias Kleiner, presenterà il proprio rapporto finale entro la fine di maggio.
Nel frattempo un altro documento, elaborato dalla Commissione per la sicurezza dei reattori (Reaktor-Sicherheitskommission, RSK) è pervenuta a conclusioni molto diverse: si sconsiglia la chiusura rapida delle centrali.
I risultati del documento sono stati riconosciuti dallo stesso ministro dell'ambiente, Norbert Röttgen: «Alla luce di questo rapporto, il percorso responsabile non sarebbe l'uscita immediata dal nucleare. La decisione finale dovrà essere presa in base una strategia razionale e a un calcolo attento».
Il documento infatti presenta le conclusioni incoraggianti sullo stato di sicurezza delle centrali tedesche, giudicate in grado di fronteggiare la maggior parte dei pericoli. Uno tsunami come quello giapponese troverebbe invece impreparati gli impianti nucleari, ma un evento così estremo può essere «praticamente escluso» in Germania.
Entrambe le commissioni sottolineano comunque che la decisione finale spetterà alle autorità politiche.
(Nessum commento.)



