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MONDO - Industria/economia
20-05-2011
Tempi duri per la Tepco

Com'era prevedibile, l'incidente nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi, oltre ai danni economici e ambientali per il Giappone, ha comportato una grave crisi per la società che la gestiva, la Tokyo Electric Power Company (Tepco). Ora le perdite sono state quantificate in 1247 miliardi di yen (circa 10 miliardi di euro): è il bilancio sociale dell'anno fiscale finito a marzo.
La cifra comprende le somme stanziate per le operazioni in corso per stabilizzare la situazione nella centrale, per lo smantellamento previsto dei primi 4 reattori (quelli danneggiati dallo tsunami) e per le centrali termoelettriche riaperte per compensare almeno in parte il deficit di elettricità causato dalla chiusura degli impianti nucleari. È di gran lunga il risultato peggiore nella storia della Tepco; l'anno scorso il bilancio si era chiuso in attivo di 133,7 miliardi di yen (poco più di un miliardo di euro).
E non è finita: nell'anno fiscale 2011, da poco iniziato, la Tepco dovrà mettere a bilancio tutti i risarcimenti che sarà chiamata a pagare alla popolazione. La società ha infatti accettato il piano del governo, che non pone un tetto massimo alla cifra totale a carico dalla Tepco, e prevede la creazione di un'istituzione statale apposito per accelerare la consegna dei risarcimenti. Questo ente sarà finanziato anche dal governo e dalle altre società nucleari giapponesi, che però non hanno gradito la decisione. Secondo il governo, la Tepco sarà in grado di pagare tutti i risarcimenti in 10 o forse 13 anni.
Per fronteggiare almeno in parte queste spese, la Tepco dovrà vendere parte delle sue strutture e delle sue partecipazioni in altre società. Sono inoltre previste riduzioni di stipendio per i dipendenti e tagli alla dirigenza. Il presidente della società, Masataka Shimizu (nella foto), si è dimesso chiedendo pubblicamente scusa.
Intanto, da marzo a maggio, la società americana di rating Moody's ha abbassato ripetutamente il rango del titolo Tepco, passando da A1 all'attuale Baa3, con la possibilità di ulteriori declassamenti.
Paolo Gangemi
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