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ITALIA - Industria/economia



24-05-2011

L’Enel vuole partecipare alla prossima centrale russa



L’Enel vuole partecipare alla prossima centrale russa

L'Enel ha confermato di voler partecipare al progetto della nuova centrale nucleare russa, che sarà costruita a Kaliningrad, sul Mar Baltico. La decisione segue gli accordi preliminari firmati a Lesmo (Monza-Brianza) il 26 aprile 2010.

Il progetto prevede due reattori del modello russo VVER 1200 di terza generazione, da 1082 MW ciascuno, che dovrebbero entrare in attività fra il 2016 e il 2018.

È la prima volta che una centrale in territorio russo vedrà la partecipazione di imprese straniere. La società nucleare statale russa Rosatom manterrà comunque il 51% del pacchetto di azioni.

Oltre all'Enel ha confermato il proprio interesse anche la francese EdF, che proprio con l'Enel ha già avviato diverse collaborazioni: insieme stanno partecipando alla costruzione del nuove reattore della centrale di Flamanville (Normandia), e hanno formato la joint venture Sviluppo Nucleare Italia per le prossime, eventuali centrali italiane. «Siamo in fase di colloqui con almeno tre potenziali investitori esteri, fra cui Enel ed EdF», ha dichiarato Alexei Kalinin, capo del settore marketing e business della Rosatom.

Secondo le autorità russe, la centrale sarà fondamentale per l'economia e la sicurezza energetica della regione: la zona di Kaliningrad infatti è un'enclave russa separata dal resto del Paese e confinante solo con Lituania e Polonia. Al momento quindi i rifornimenti di elettricità devono attraversare diversi confini.

Oltre a soddisfare il fabbisogno interno, la centrale esporterà elettricità anche verso la Lituania, che dopo aver chiuso la centrale di Ignalina si trova a dover fronteggiare un grave deficit energetico. In epoca sovietica era la Lituania che esportava elettricità verso Kaliningrad, la Lettonia e la Bielorussia, grazie ai due reattori di Ignalina. Dopo l'indipendenza, gran parte del fabbisogno lituano veniva soddisfatto proprio dalla centrale di Ignalina, che però alla fine del 2009 è stata chiusa in base agli accordi stipulati dalla Lituania per entrare nell'Unione Europea: i reattori erano infatti obsoleti, ed erano gli unici del vecchio modello a grafite RBMK (quello di Cernobyl) rimasti in attività al di fuori della Russia.

Per l'Enel, il progetto di Kaliningrad è il centro di una strategia più ampia di collaborazione con la Russia: ne fanno parte anche gli accordi firmati con la società russa Inter Rao Ues su vari ambiti, fra cui la costruzione di nuovi impianti nucleari, l'innovazione tecnica, l'efficienza energetica e la distribuzione dell'elettricità in Russia e nei Paesi dell'Europa centro-orientale.



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