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MONDO - Energia
11-06-2010
Tutti pazzi per il nucleare. Anche il re di Tonga

Se qualcuno volesse fare una sorta di "Guinness dei primati" degli Stati più piccoli con un programma nucleare, adesso avrebbe un nuovo, indiscusso vincitore. «È la natura che ci impone di guardare all'energia nucleare», ha dichiarato l'11 giugno 2010 re George Tupou V, sovrano del minuscolo arcipelago di Tonga, nel Pacifico: circa 100.000 abitanti su un territorio più piccolo della provincia di Pistoia.
Che l'energia nucleare non fosse più solo un affare da grandi potenze era chiaro da tempo: molti Paesi in via di sviluppo si sono avvicinati all'idea, fra cui negli ultimi mesi Stati come il Ghana, l'Uganda e il Bangladesh.
La proposta di George Tupou V però candida il suo Paese come caso-limite. Al trono dal 2006, il nuovo re sta cercando di modernizzare dal punto di vista sociale, politico e tecnologico uno Stato rimasto finora a un livello semifeudale.
Naturalmente, date le dimensioni dell'arcipelago, anche la centrale nucleare sarebbe in scala: un reattore da 30 MW, che soddisferebbe praticamente l'intero fabbisogno elettrico nazionale. Secondo il re, la centrale potrebbe essere costruita grazie all'appoggio tecnologico e finanziario degli Stati Uniti. Nell'operazione ci sarebbe anche un interesse per gli americani: sarebbe l'occasione per sperimentare come modificare un piccolo reattore usato per la propulsione di sottomarini e adattarlo alla produzione di elettricità.
«Se questa idea avrà successo, sarà di enorme valore per proteggere l'ambiente e ridurre la nostra dipendenza dall'importazione di combustibili fossili», ha dichiarato il re di fronte al Parlamento. Attualmente infatti il 95% del fabbisogno elettrico dell'arcipelago è soddisfatto da generatori diesel, e solo il 5% viene da impianti solari.
Secondo il re un altro scopo essenziale del reattore sarebbe la desalinizzazione dell'acqua marina: lo Stato dispone di poche risorse idriche, che per giunta negli ultimi anni sono state inquinate a causa dell'uso di pesticidi e fertilizzanti. «L'energia nucleare è la nostra speranza migliore per risolvere il problema della scarsità di acqua potabile: potremmo produrla dall'acqua del mare, in quantità abbondanti e a costi contenuti», ha aggiunto il re.
Anche in questo caso Tonga seguirebbe l'esempio di Paesi più grandi: in Kazakistan è già in funzione da decenni il reattore di Aktau, che ricava dal mar Caspio 80 milioni di litri al giorno di acqua potabile; vari altri Paesi desertici, fra cui Arabia Saudita e Giordania, stanno pensando di intraprendere questa strada.
Paolo Gangemi
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