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MONDO - Sicurezza
25-05-2011
Definiti i criteri per gli stress test

Dopo lunghe trattative e varie fumate nere, l'accordo per gli stress test europei è stato trovato: sono stati definiti e pubblicati i criteri in base ai quali verificare la sicurezza delle 143 centrali nucleari dell'Unione Europea.
Il documento programmatico è stato elaborato dalla Commissione Europea e dall'European Nuclear Safety Regulators Group (Ensreg), sulla base della bozza preparata dalla Western European Nuclear Regulators Association (Wenra).
«La Commissione e le autorità nazionali preposte riunite nell'European Nuclear Safety Regulators Group (Ensreg) hanno concordato una valutazione dei rischi delle centrali nucleari ampia e ambiziosa che ci permetterà di introdurre i più stringenti standard di sicurezza negli impianti all'interno e ai confini dell'Unione», ha dichiarato il commissario europeo all'Energia Günther Oettinger (nella foto).
Uno degli scogli su cui si erano arenate e trattative era l'ipotesi di includere fra i rischi da affrontare le azioni umane oltre agli eventi naturali. La soluzione trovata è un compromesso: i pericoli causati da azioni umane, come attacchi terroristici o impatti di aerei, saranno oggetto degli stress test, ma saranno trattati in modo diverso. Sono eventi che non rientrano nelle competenze dell'Ensreg, che ha quindi proposto di istituire un gruppo di lavoro specifico.
Come previsto, il processo di verifica partirà l'1 giugno e si articolerà in tre fasi. La prima consisterà nella revisione della sicurezza degli impianti da parte dei loro gestori, che dovranno consegnare un rapporto preliminare entro il 15 agosto e quello definitivo entro il 31 ottobre. Nella seconda fase saranno le autorità regolatorie di ogni Paese a elaborare due rapporti (preliminare entro il 15 settembre e definitivo entro il 31 dicembre): si tratterà di valutare la credibilità dei rapporti dei gestori. Infine la terza fase prevede che i rapporti nazionali siano rivisti con il meccanismo della peer review (cioè revisione da parte di soggetti altrettanto qualificati) entro il 30 aprile 2012. Gli esperti incaricati delle peer review saranno ripartiti in gruppi di 7 (1 in rappresentanza della Commissione Europea e 6 delle singole autorità nazionali), e avranno il diritto di effettuare ispezioni a sorpresa.
L'Ensreg ha anche fatto propria la priorità attribuita dalla Wenra alla trasparenza: i rapporti saranno resi noti al pubblico, fermo restando il diritto a non divulgare particolari che potrebbero mettere a rischio la sicurezza degli impianti.
Infine, come proposto dalla Wenra, l'Unione Europea cercherà accordi bilaterali per effettuare gli stress test anche nelle centrali dei Paesi vicini non membri (Svizzera, Russia, Ucraina e Armenia).
(Nessum commento.)



