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27-05-2011

Sì dell’Europa all’esportazione delle scorie



Sì dell’Europa all’esportazione delle scorie

I Paesi dell'Unione Europea saranno autorizzati a esportare le scorie nucleari verso Paesi terzi, a condizione che siano soddisfatte tutte le norme europee. La decisione è stata presa il 26 maggio dalla Commissione del Parlamento Europeo per l'industria, la ricerca e l'energia.

La proposta, elaborata in base al trattato Euratom, è stata adottata con 31 voti a favore, 7 contrari e 10 astensioni. La parola passa ora alla sessione plenaria del Parlamento Europeo che avrà luogo a giugno a Bruxelles. Sulla base di questa votazione il Consiglio Europeo dovrà dare il proprio parere definitivo.

L'esportazione delle scorie era l'argomento più controverso della direttiva approvata, che riguardava in generale la gestione delle scorie radioattive. In base al testo approvato, ogni Stato membro dovrà adottare norme e procedure tali da garantire che la gestione delle scorie avvenga in modo sicuro. Nel caso di esportazione verso Paesi non membri, dovrà anche «assicurarsi che le scorie vengano trattate in accordo con i requisiti stabiliti da questa direttiva».

Fra le altre misure approvate, sono state decise nuove regole più severe sulla formazione e la protezione dei lavoratori dell'industria nucleare. La direttiva riguarda anche l'aspetto economico: agli Stati membri si richiede la garanzia che «siano disponibili sufficienti risorse finanziarie per coprire tutte le spese legate alla gestione delle scorie radioattive». I fondi dovranno essere stanziati dalle industrie nucleari, senza ricorrere ad alcun aiuto statale. Infine, è stato sottolineato che le politiche di tutti gli Stati membri dovranno comprendere i progetti per i depositi di scorie e i programmi per la gestione degli impianti nucleari anche dopo la loro chiusura.

Paolo Gangemi



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