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MONDO - Politica
30-05-2011
I leader del G8 chiedono norme di sicurezza più severe

Imparare la lezione di Fukushima vuol dire rivedere la sicurezza delle centrali nucleari, stabilire standard più severi e possibilmente renderli vincolanti per tutti i Paesi. Sono le opinioni emerse nel corso del vertice del G8 che il 26 e 27 maggio ha riunito a Deauville (Francia) i leader dei più importanti Paesi industrializzati: Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Canada e Russia.
L'importanza della questione è stata sottolineata dal presidente francese Nicolas Sarkozy, che faceva gli onori di casa: «Molti nel G8 pensano che non ci sia alternativa all'energia nucleare, anche se siamo convinti della necessità di sviluppare le fonti rinnovabili». Degli 8 Paesi del G8, infatti, al momento solo l'Italia non ha centrali nucleari in funzione.
Al centro dell'attenzione era il primo ministro giapponese Naoto Kan, che ha promesso l'impegno del suo Paese a garantire «i più alti livelli di sicurezza al mondo, e di indagare con la massima attenzione le cause dell'incidente». Per quanto riguarda la politica energetica, Kan ha dichiarato che il Giappone aggiungerà l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili ai due pilastri tradizionali del nucleare e dei combustibili fossili.
I membri del G8 hanno approvato un documento che chiede norme di sicurezza più severe a livello internazionale, ma non entra nel merito degli argomenti. I singoli esponenti hanno però espresso posizioni più specifiche: secondo il presidente russo Dimitri Medvedev sono necessarie norme speciali per limitare la costruzione di centrali nucleari in zone sismiche. La Russia è anche fra i Paesi che chiedono di rendere vincolanti le norme dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea). Attualmente l'Iaea dà indicazioni, ma la sicurezza degli impianti è sotto la responsabilità delle autorità nazionali.
È d'accordo con la proposta russa il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, presente al vertice in qualità di osservatore, secondo cui gli stress test decisi a livello europeo dovrebbero essere estesi agli altri Paesi: «Quando parliamo di nucleare, parliamo in una prospettiva globale. Vogliamo che gli stress test si allarghino oltre i confini dell'Europa».
(Nessum commento.)



