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La Germania è in difficoltà dopo lo stop alle vecchie centrali
MONDO - Politica
30-05-2011
La Germania decide la chiusura delle centrali entro il 2022

Il governo del cancelliere Angela Merkel ha fissato al 2022 la data di chiusura delle ultime centrali nucleari tedesche. La decisione è stata presa nella notte fra il 29 e il 30 maggio, dopo una riunione fra i leader della coalizione di centro-destra: CDU (cristiano-democratici), CSU (cristiano-sociali) e FDP (liberali). Il ministro dell'ambiente Norbert Röttgen (CDU) ha definito la scelta «irreversibile».
La Germania ha 17 reattori nucleari, di cui 8 già spenti: uno, quello di Krümmel, era fermo da tempo, mentre i 7 più vecchi sono stati spenti a marzo, con una moratoria decisa dopo l'incidente di Fukushima. I reattori sarebbero dovuti ripartire dopo 3 mesi, ma la loro chiusura è diventata definitiva. Dei 9 reattori in attività, 6 verranno fermati nel 2021, mentre gli ultimi tre, i più moderni, dureranno fino al 2022.
Per il cancelliere Angela Merkel è un clamoroso dietrofront: nel 2010 si era impegnata a prolungarne l'attività delle centrali. Ora invece il governo ha deciso di seguire le indicazioni della Commissione etica sul nucleare, e di non prestare attenzione agli avvertimenti del mondo industriale sulle conseguenze economiche di un'uscita affrettata dal nucleare: fino a marzo 2011 l'energia nucleare forniva quasi un quarto del fabbisogno elettrico nazionale.
Le perplessità su una chiusura in tempi rapidi delle centrali tedesche sono arrivate anche dall'estero: le scelte energetiche della prima potenza economica europea riguardano infatti tutto il continente. Nobuo Tanaka, direttore esecutivo dell'Agenzia internazionale per l'energia (Aie), si è detto preoccupato per gli effetti a livello internazionale e si è augurato una decisione presa di concerto con gli altri Stati dell'Unione Europea: «Non si tratta di un problema tedesco, ma di un problema europeo», perché sono in gioco «la sostenibilità e la sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'intera Europa».
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