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01-06-2011
Il referendum si farà

Il referendum sul nucleare si terrà il 12 e 13 giugno, come previsto: lo ha stabilito il collegio dell'Ufficio centrale per il referendum della Cassazione, presieduto dal giudice Antonio Elefante.
I giudici hanno accolto l'istanza presentata dal Partito Democratico che chiedeva di trasferire il quesito sulle nuove norme appena votate con il decreto: perciò i cittadini non saranno chiamati a pronunciarsi sulla vecchia legge, abrogata dal nuovo decreto, ma appunto sul decreto. In particolare, il quesito riguarderà i commi 1 e 8 dell'articolo 5.
Dovranno essere quindi ristampate tutte le schede; a parte i problemi logistici, che secondo il Ministero degli interni si possono risolvere in tempo, questo pone un'altra difficoltà: gli italiani residenti all'estero hanno già iniziato a votare per corrispondenza sul vecchio quesito.
Restano dunque quattro i quesiti che gli italiani troveranno ai seggi: oltre a quello sul nucleare ci sono quello sul legittimo impedimento e due sulla privatizzazione dei servizi di fornitura dell'acqua potabile.
La decisione della Cassazione ha soddisfatto ovviamente i promotori del referendum, a partire dal leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. Più confuso l'atteggiamento del governo: in origine aveva approvato il programma nucleare, in seguito all'incidente di Fukushima aveva stabilito una moratoria di un anno, poi con il decreto (votato con la fiducia) aveva sospeso il programma con lo scopo dichiarato di ripresentarlo in futuro evitando il referendum.
Ora, secondo le fonti di stampa, il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi avrebbe dichiarato di non essersi mai interessato alla questione: «Non me ne sono mai occupato; vediamo cosa dice la gente. Vediamo se vogliono le centrali atomiche, sono cose che decide la gente: il governo prende atto di quello che vuole il popolo».
(Nessum commento.)



