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10-06-2011

Il nucleare resta la fonte di energia più pulita e sicura



Il nucleare resta la fonte di energia più pulita e sicura

Sulla strada del nucleare è avvenuto un grave incidente, ma non per questo il traffico si fermerà: sono molti gli esperti convinti che l'energia nucleare continuerà a giocare un ruolo importante nel mix energetico del futuro.

Secondo Hans Blix, ex direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea), l'incidente di Fukushima spingerà l'industria nucleare ad apportare i cambiamenti opportuni, per cui il risultato finale sarà «un ulteriore rafforzamento della sicurezza delle centrali nucleari».

Per William Balgord, capo della società Americana Environmental & Resources Technology, non c'è motivo per cui gli Stati Uniti debbano rinunciare al nucleare: hanno centrali diverse da quelle giapponesi e i rischi di tsunami sono esclusi nella maggior parte dei casi ed estremamente improbabili negli altri. Il più grave incidente nucleare della storia americana, quello di Three Mile Island, ha avuto grande risonanza ma non ha causato danni sensibili né alla salute né all'ambiente.

Ancora più a fondo nelle specifiche responsabilità dell'incidente giapponese va un articolo sul New York Times firmato da Norimitsu Onishi e James Glanz. I due autori mettono in evidenza quello che è stato poi confermato dal governo giapponese: la società che gestiva la centrale di Fukushima Daiichi, la Tokyo Electric Power Company (Tepco), si è fatta trovare impreparata avendo sottovalutato i rischi di tsunami.

Andrew Morriss, professore di economia alla University of Alabama, aggiunge che era anche una tecnologia obsoleta: «Gli antinuclearisti hanno ragione sul fatto che l'incidente di Fukushima ha rivelato gravi debolezze nella vecchia tecnologia. Ma nessuno oggi vuole costruire reattori usando progetti di prima dello sbarco sulla Luna».

Alcuni commenti partono da angolazioni specifiche. Behnam Taebi, dell'Università tecnologica di Delft (Olanda), analizza la questione da un punto vi vista filosofico: in un articolo sulla rivista Philosophy & Technology ricapitola brevemente vantaggi e svantaggi dell'energia nucleare, per poi concludere che il dibattito non dovrebbe orientarsi verso un sì o un no in blocco, ma sulla scelta delle tecnologie più appropriate da un punto di vista morale.

È invece economica l'ottica di Gerard Mestrallet, direttore esecutivo del gruppo francese GDF Suez, che prevede aumenti nei costi dell'energia nucleare, ma aggiunge che le fonti rinnovabili non saranno sufficienti a rimpiazzare un'eventuale riduzione del ricorso all'energia nucleare.

A questo proposito David Crane, amministratore delegato della NRG Energy, chiarisce che, «almeno sul breve termine, l'unica alternativa è il carbone». E qui si concentrano le osservazioni degli ambientalisti: «I numeri non mentono, il carbone uccide milioni di persone ogni anno», commenta Michael Shellenberger, capo del Breakthrough Institute. «Pensate a tutte le persone che muoiono nelle miniere di carbone», aggiunge Jim Rogers, direttore esecutivo della società Duke Energy, che gestisce sia impianti nucleari sia a carbone.

La posizione più netta è quella dell'economista Doug Casey, presidente della società di consulenza Casey Research, che considera il nucleare «la fonte di energia di gran lunga più sicura, pulita ed economica fra quelle di grandi dimensioni». Fred Krupp, presidente dell'Environmental Defense Fund, dichiara di non essere contro il nucleare, ma è a favore di una pausa per valutare la lezione di Fukushima.

George Monbiot, sul giornale inglese Guardian, si spinge oltre e afferma che prima era neutrale ma proprio in seguito all'incidente di Fukushima si è convertito all'energia nucleare. Il ragionamento è lineare: «L'energia è come la medicina: se non ha effetti collaterali è probabile che non funzioni». E a Fukushima, «per quanto ne sappiamo, nessuno ha ricevuto una dose letale di radiazioni».



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