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13-06-2011

Il referendum dice no al nucleare



Il referendum dice no al nucleare

Il risultato è netto: oltre il 94% dei votanti ha detto no alle centrali nucleari in Italia o, più precisamente, ha detto "SÌ" all'abrogazione dei commi 1 e 8 dell'articolo 5 del decreto-legge 31 marzo 2011 n. 34 convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2011 n. 75.

La maggioranza schiacciante dei "SÌ" era ampiamente prevedibile; il dubbio era semmai nel raggiungimento del quorum del 50% + 1, richiesto per la validità dei referendum abrogativi. Il dato finale dell'affluenza, diffuso dal Ministero dell'interno, è del 57,01%.

Le cifre non comprendono il voto degli italiani all'estero, né per quanto riguarda il quorum né per l'esito del voto, ma in entrambi i casi i dati sono abbastanza alti da escludere capovolgimenti a sorpresa del risultato. Nei giorni precedenti al voto erano state sollevate diverse polemiche sul fatto che, per il referendum sul nucleare, gli italiani all'estero avevano votato un quesito diverso dagli altri: le schede arrivate per posta all'estero contenevano il vecchio quesito, prima delle modifiche apportate dalla Corte di Cassazione l'1 giugno.

Le cifre sono simili a quelle degli altre tre quesiti referendari: quello sul legittimo impedimento e i due sulla privatizzazione dei servizi idrici. A livello di curiosità, si può osservare che fra i 4, comunque, quello sul nucleare è stato il meno plebiscitario: la percentuale di "NO" è stata la più alta (o meglio, la meno bassa: 5,25%).

Il governo ha preso atto del risultato: «Probabilmente, a seguito di una decisione che il popolo italiano sta prendendo in queste ore, noi dovremo dire addio all'opzione delle centrali nucleari», ha dichiarato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi durante una conferenza stampa congiunta con il suo omologo israeliano Benjamin Netanyahu, prima ancora della diffusione dei dati.



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