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MONDO - Commenti
14-06-2011
Referendum: le reazioni dall’estero

Anche nel resto del mondo, come in Italia, la lettura dell'esito del referendum da parte della stampa è uno schiaffo al governo: la notizia ha avuto grande risalto in tutto il mondo.
Secondo la BBC «Gli italiani puniscono Berlusconi». Entra invece nello specifico l'agenzia di stampa Reuters, che dopo il quadro generale sui referendum cita l'ammissione di Berlusconi secondo cui l'Italia dovrà rinunciare all'opzione delle centrali nucleari. Più asettico il New York Times, secondo cui «Gli italiani mandano una reprimenda a Berlusconi».
Fra le testate anglosassoni, un'analisi più approfondita è quella del sito Nuclear Power Daily, secondo cui «gli italiani, alla luce dell'incidente di Fukushima, rimangono più che mai diffidenti riguardo alla sicurezza delle centrali nucleari» e «non si sono fatti convincere dalle rassicurazioni del governo sul fatto che il nucleare è ecocompatibile e abbassa i costi dell'elettricità».
In Spagna, El Mundo titola «Gli italiani rifiutano lo scudo giudiziario di Berlusconi», e porta come occhiello «I cittadini dicono di no anche all'energia nucleare e alla privatizzazione dell'acqua». Più sintetico El País: «Gli italiani rifiutano l'energia nucleare e l'immunità di Berlusconi».
Ancora più decisi nell'attacco a Berlusconi i giornali francesi: per Le Monde c'è «Una ribellione vasta e cosciente contro Berlusconi», mentre Le Figaro parla di «Sconfitta ignominiosa per Berlusconi».
Anche Die Zeit, in Germania, parla di sconfitta di Berlusconi, aggiungendo che «l'alta partecipazione alla consultazione contro l'energia nucleare vale anche come voto contro Berlusconi». Lapidario l'altro grande giornale tedesco, la Frankfurter Allgemeine: «Addio Silvio».
Il commento più originale è quello del giornale giapponese Mainichi, secondo cui l'esito plebiscitario del voto italiano potrà avere ripercussioni anche in Giappone, considerato l'epicentro (in tutti i sensi) delle attuali ondate di movimenti antinuclearisti. Il giornale osserva comunque che secondo l'ordinamento giapponese non è possibile indire referendum su argomenti come l'energia nucleare, e soprattutto che la situazione dei due Paesi è molto diversa: l'Italia aveva già chiuso le centrali da decenni, mentre il Giappone ne ricava una quota molto importante del proprio fabbisogno elettrico.
(Nessum commento.)



