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ITALIA - Commenti
14-06-2011
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La rinuncia al nucleare costerà agli italiani 10 miliardi di euro all'anno: è il calcolo di Davide Tabarelli (nella foto), presidente di Nomsima Energia. Secondo Tabarelli il conto lo pagheranno soprattutto le industrie: «Con il nucleare, la bolletta delle industrie francesi è ifneriore del 30% alla nostra, del 20% in Germania».
A proposito di Germania, Tabarelli non è convinto che sarà rispettato l'addio dichiarato dal governo del cancelliere Angela Merkel: «Come la Merkel oggi, il governo di sinistra di Schröder promise la stessa cosa nel 2000. La Germania non può fare a meno del nucleare».
In Italia comunque la situazione è diversa, anche solo per il fatto che le centrali sarebbero dovute nascere da zero: «Costruire centrali in Italia sarebbe stato comunque difficilissimo. Ma il nucleare è soprattutto ricerca».
Sull'importanza della ricerca, e sui rischi che ci possa essere un nuovo arresto in Italia, è d'accordo Luigi Paganetto, presidente della Fondazione Economia dell'Università di Roma "Tor Vergata" ed ex presidente dell'Enea: «L'investimento sull'innovazione comprende la ricerca sul nucleare che non deve fermarsi. Tra dieci anni le condizioni potrebbero cambiare e noi non possiamo chiudere la porta sul futuro».
La possibilità che ci possa essere una nuova inversione di rotta in futuro è riconosciuta anche dal fronte degli ambientalisti: per Gianni Mattioli, responsabile delle politiche ambientali per Sinistra Ecologia Libertà, «l'Italia è libera dal nucleare per almeno 5 anni», tanti quanti ne devono passare per legge prima che si possa votare nuovamente una legge abrogata da un referendum.
(Nessum commento.)



