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ITALIA - Commenti
14-06-2011
Referendum: l’opinione di Veronesi

Un commento nel merito del referendum, e non sulla politica, è stato quello dell'oncologo Umberto Veronesi, dichiaratamente di sinistra ma anche favorevole al ritorno dell'energia nucleare in Italia.
Veronesi è anche presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, che dopo la cancellazione del nuovo programma nucleare si dovrà occupare in primo luogo del deposito di scorie. In un'intervista alla Stampa, Veronesi si dice in primo luogo soddisfatto dall'affluenza alle urne, segno di coscienza civile e partecipazione alle scelte sul futuro del Paese. L'oncologo è meno contento del risultato: «Ritengo sia grave per l'Italia rinunciare alla possibilità di far fronte alla futura insufficienza energetica anche con il nucleare».
Sul futuro energetico dell'Italia in seguito al referendum, Veronesi si dice quindi preoccupato, «perché l'Italia non possiede fonti proprie ed è già nella situazione di dipendenza energetica che le altre nazioni si stanno impegnando a evitare con consapevolezza e impiego di risorse. Ho paura che la ricerca italiana, già proiettata sulla fusione nucleare, si fermerà: e sappiamo che senza ricerca non c'è futuro. Il mio timore è che l'Italia finisca per essere un'appendice turistica del mondo avanzato».
Secondo Veronesi, sul responso massiccio contro il nucleare ha pesato l'incidente di Fukushima, ma soprattutto l'eco che ha avuto sulla stampa internazionale: «Nessuno ha riportato che l'incidente ha causato solo due morti e non per irradiazione, e che molto probabilmente non ne causerà altri in futuro... Viceversa il crollo della diga per la produzione di energia elettrica ha provocato, sempre in Giappone, migliaia di vittime».
Non altrettanto avrebbe influito l'altra grande paura della popolazione, quella delle scorie: «Non credo sia stato un aspetto fondamentale. Le scorie sono solo una parte, per quanto significativa, del problema globale, che ha molte valenze. Purtroppo anche politiche».
Anche a proposito della decisione tedesca di uscire dal nucleare, Veronesi ha idee chiare: «È un atto del governo, che ha dichiarato di voler chiudere le centrali entro 12 anni. Ma bisogna ricordarsi che il governo di allora aveva fatto lo stesso annuncio dopo Cernobyl e poi non lo ha mai attuato».
(Nessum commento.)



