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14-06-2011
Referendum: più favorevoli al nucleare i comuni interessati dagli impianti

In molti Paesi l'indotto delle centrali e le compensazioni stanziate dai governi in favore degli enti locali fanno sì che nei comuni sede di impianti nucleari la popolazione sia più favorevole all'energia nucleare rispetto al resto della nazione.
Su piccola scala, qualcosa del genere si è verificato anche in Italia: il Corriere della Sera osserva che, almeno al Centro-nord, nei comuni interessati agli impianti nucleari il NO ha raggiunto percentuali intorno al 10%, circa il doppio del dato medio nazionale.
La percentuale di NO è stata del 10% a Trino Vercellese (nella foto), del 9,48% a Montalto di Castro (località in cui la centrale nucleare non era mai entrata in funzione, ma che è stata citata spesso come possibile candidata per le centrali future) e del 9,2% a Caorso.
Alti i valori del NO anche nei comuni sedi di altri impianti legati al nucleare: 8,9% a Bosco Marengo (Alessandria), che ospita un impianto di fabbricazione del combustibile, e 6,4% a Saluggia, che ospita un impianto di ricerca sul combustibile. I NO sono stati l'8,03% anche a Porto Tolle (Rovigo), finora rimasta estranea dal programma nucleare italiano ma recentemente oggetto di molte voci come possibile sito per le centrali future.
A sud di Roma invece i comuni nucleari hanno seguito l'andamento del resto d'Italia: i NO sono stati il 5,89% a Latina, il 5,3% a Rotondella (Matera, dove sorge l'impianto di trattamento del combustibile di Trisaia) e il 2,7% a Sessa Aurunca (comune in cui sorge l'ex centrale del Garigliano).
(Nessum commento.)



