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15-06-2011

Stress test: sostegno anche dai ministri dell’energia



Stress test: sostegno anche dai ministri dell’energia

I ministri dell'energia dell'Unione Europea hanno espresso il loro sostegno al piano per gli stress test, cioè le verifiche sulla sicurezza delle centrali nucleari europee. L'appoggio è emerso dalla riunione del Consiglio dell'Unione Europea per i trasporti, le telecomunicazioni e l'energia, organizzato il 10 giugno.

Il ministro ungherese dello sviluppo Tamás Fellegi (nella foto con il commissario europeo all'energia Günter Oettinger), in rappresentanza della presidenza di turno dell'Unione Europea, ha dichiarato in una conferenza stampa che gli stress test saranno sostanzialmente uguali in tutti i Paesi. Ci saranno delle «piccole differenze» che non riguarderanno le questioni fondamentali.

Fellegi ha confermato la scaletta temporale dei test: i rapporti nazionali dovranno essere pronti alla fine di settembre, ed entro novembre dovranno essere pronte le conclusioni della Commissione Europea e dell'European Nuclear Safety Regulators Group (ENSREG), l'associazione che raccoglie gli enti regolatori nucleari dei Paesi europei. Il 9 dicembre il Consiglio Europeo emetterà le proprie valutazione, ed entro i primi 3 mesi del 2012 sarà pronta l'analisi definitiva.

Per quanto riguarda i rischi legati al terrorismo, che nella definizione degli stress test hanno avuto uno status a parte, Fellegi ha spiegato che saranno presi in considerazione ma, vista la delicatezza della questione per i singoli Stati membri, non sarà il Consiglio europeo dell'energia a occuparsene.

Nel corso della riunione è stata discussa anche la decisione tedesca di chiudere tutte le centrali nucleari entro il 2022. La scelta della prima potenza economica europea infatti influirà anche sul resto d'Europa, dal punto di vista dell'ambiente, del mercato, delle infrastrutture e della sicurezza dell'approvvigionamento. In particolare le conseguenze riguarderanno la roadmap europea sulla riduzione delle emissioni di gas serra.

Oettinger ha promesso che la Commissione Europea si occuperà della questione, ma ha anche invitato i singoli Paesi, soprattutto quelli più vicini alla Germania, a prepararsi per affrontare la situazione nell'ottica di una collaborazione internazionale.



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