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MONDO - Sicurezza
16-06-2011
Le centrali cinesi superano i controlli di sicurezza

Anche la Cina, come la maggior parte dei Paesi, in seguito all'incidente di Fukushima ha deciso una pausa di riflessione del proprio programma nucleare, per verificare la sicurezza degli impianti. Solo che la pausa è già finita: in seguito alle ispezioni, tutti e 13 i reattori cinesi attualmente in attività hanno superato i requisiti di sicurezza.
Ora tocca ai reattori in costruzione: l'operazione si concluderà entro ottobre, secondo il viceministro dell'ambiente Li Ganjie (nella foto).
Tutto lascia quindi pensare che la Cina proseguirà con il suo mastodontico programma nucleare: l'obiettivo è arrivare a 200.000 MW nel 2030 e 400.000 MW nel 2050.
Va avanti, nonostante le preoccupazioni sollevate dalle tsunami giapponese, anche il programma nucleare dell'"altra Cina": l'isola di Taiwan, che ha già 3 centrali nucleari, per un totale di 6 reattori in funzione. Il 13 giugno il Parlamento ha approvato uno stanziamento di 14 miliardi di dollari taiwanesi (340 milioni di euro) per proseguire la costruzione della centrale di Lungmen, la quarta del Paese, che porterà il totale a 8 reattori.
Subito dopo l'incidente di Fukushima il presidente taiwanese Ma Ying-jeou aveva confermato la continuazione del programma nucleare nazionale. Attualmente i 6 reattori in attività sull'isola, con una potenza complessiva di 4927 MW, rappresentano l'11% della potenza installata e assicurano il 17% del fabbisogno elettrico del Paese e il 25% del carico di base. I due reattori di Lungmen saranno di terza generazione e avranno una potenza di 1300 MW ciascuno: il totale nazionale salirà così a circa 7500 MW.
(Nessum commento.)



