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MONDO - Ambiente e salute



17-06-2011

Meno nucleare = più emissioni di gas serra



Meno nucleare = più emissioni di gas serra

La Germania vuole uscire dal nucleare in 10 anni, l'Italia ha bocciato la proposta di rientrarci e in altri Paesi si è tornato a discuterne. Ma le conseguenze di queste decisioni riguardano tutto il mondo: se la potenza nucleare globale crescerà meno del previsto, salirà il totale delle emissioni di gas serra.

Più precisamente, l'aggiunta di 180.000 MW nucleari da qui al 2035, invece dei 360.000 MW previsti, comporterà un aumento del 30% delle emissioni. Lo ha riferito Fatih Birol (nella foto), direttore del settore Economia dell'Agenzia internazionale per l'energia (Aie), aggiungendo che questo equivarrebbe a 500 milioni di tonnellate di anidride carbonica in più all'anno. Rispetto alle stime precedenti infatti aumenterebbe del 5% il consumo di gas e carbone.

Contrastare il riscaldamento globale diventerà così sempre più difficile: l'obiettivo dichiarato di contenere l'aumento delle temperature entro i 2 gradi rispetto all'epoca preindustriale: «Questo enorme aumento delle emissioni, e le prospettive pessimistiche sul nucleare, rendono il traguardo dei 2 gradi molto, molto difficile da raggiungere», ha concluso Birol.

La chiusura anticipate delle centrali nucleari tedesche, con una perdita totale di 8300 MW, avrà anche effetti immediati sull'approvvigionamento energetico: secondo l'Entso-E, l'associazione europea degli operatori delle reti elettriche, nell'estate del 2011 il rischio di blackout potrebbe essere consistente in caso di temperature superiori alla media.

L'elettricità prodotta potrebbe essere insufficiente per almeno una settimana in vari Paesi: Francia, Belgio, Lussemburgo, Estonia, Lituania, Ungheria, Serbia, Montenegro, Macedonia, Albania, Grecia, Cipro e Italia.

La situazione italiana è migliorata rispetto al 2010, grazie soprattutto all'elettrodotto Sapei da 500 MW con la Sardegna, ma il rifornimento di elettricità potrebbe essere inferiore del 2% al fabbisogno nei periodi più critici: le ultime 3 settimane di luglio, l'ultima di agosto e la prima di settembre.



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